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Trieste, l’assassino dei due poliziotti aveva la residenza a L’Aquila

Poliziotti uccisi a Trieste, l'assassino aveva carta d'identità e permesso di soggiorno dell'Aquila.

Il 29enne che ha freddato due poliziotti a Trieste era formalmente residente a L’Aquila. La Questura aveva rilasciato il permesso di soggiorno.

Alejandro Augusto Stephan Meran, il 29enne di nazionalità domenicana che lo scorso 4 ottobre ha ucciso due poliziotti a Trieste, dopo avergli sottratto la pistola, aveva un permesso di soggiorno rilasciato dalla Questura dell’Aquila per motivi famigliari, sembrerebbe per il ricongiungimento famigliare con la mamma.

Ma non solo, come rivela Il Messaggero, il 29enne avrebbe la carta di identità rilasciata dal Comune dell’Aquila.

La ricostruzione del duplice omicidio a Trieste: «Tutto inizia – spiega l’Ansa – quando una donna denuncia il furto di un motorino da parte di un ragazzo che l’aveva scaraventata a terra per sottrarglielo. Nel pomeriggio arriva alla Sala Operativa la telefonata di Carlysle Stephan Meran che denuncia che l’autore della rapina era il fratello Alejandro e si rende disponibile ad accompagnare i poliziotti a casa del congiunto precisando che soffre di disturbi psichici pur non essendo allo stato seguito dai servizi di igiene mentale. Arrivati sul posto Alejandro appare “collaborativo e pacato” e viene accompagnato negli uffici della polizia. In Questura l’uomo chiede di andare in bagno: quando esce repentinamente prende la pistola all’agente Rotta sparandogli due colpi al lato sinistro del petto e all’addome. Uditi gli spari Demenego accorre e a sua volta viene colpito alla spalla sinistra, al fianco sinistro e alla schiena. Carlysle, terrorizzato e per paura di essere ucciso, si barrica all’interno di un ufficio sbarrando la porta con una scrivania. Poi fugge nei sotterranei dove viene poi individuato e bloccato dagli agenti. Intanto l’omicida semina il panico dentro e fuori la Questura: tenta di imboccare le scale ai piani superiori sparando ad alcuni agenti. Poi desiste e cerca di guadagnare l’uscita attraversando l’atrio impugnando entrambe le pistole e sparando contro gli agenti del corpo di guardia che rispondono: uno di loro viene ferito alla mano sinistra. Una volta fuori l’uomo cerca prima di aprire una volante parcheggiata vicino l’ingresso e poi notando l’auto della Squadra Mobile apre il fuoco. I poliziotti sparano colpendo l’assassino e neutralizzandolo. Poi lo disarmano. L’incubo finisce. Restano a terra i corpi dei due agenti».

Sul luogo della sparatoria, numerosi omaggi da parte di colleghi e semplici cittadini. Anche l’Arma dei Carabinieri si è unita al cordoglio dei colleghi della Polizia di Stato, recandosi in visita nelle Questure e nei Commissariati, come accaduto nella giornata di sabato a L’Aquila.

(foto di copertina da ilpost.it)

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