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Amiternum, un tesoro ancora tutto da scoprire

Incontro a San Vittorino sugli scavi a Campo Santa Maria di Amiternum,

SAN VITTORINO – Gli scavi di Amiternum: c’è ancora tanto da scoprire. Incontro presso la chiesa di San Michele Arcangelo.

L’archeologo Alfonso Forgione, del dipartimento di Scienze Umane dell’Univaq, ha tenuto un incontro presso la chiesa di San Michele Arcangelo per illustrare le ultime scoperte effettuate presso il sito di Campo Santa Maria di Amiternum.

amiternum

IlCapoluogo.it era stato presso gli scavi prima della pausa estiva e lo stesso professor Forgione aveva esposto le metodologie di intervento e gli ultimi ritrovamenti, tra cui due sigilli papali attribuibili a Gregorio IX, di grande importanza anche in relazione alla fondazione dell’Aquila.

Nell’incontro a San Vittorino, organizzato in collaborzione con la Soprintendenza, Italia Nostra, l’Univaq e il Comune dell’Aquila, è stata evidenziata l’importanza di proseguire con i lavori di scavo, in quanto le scoperte effettuate sul posto potrebbero trovare completamento nel ricco territorio intorno al sito indagato.

Come spiegato dal professor Forgione, Amiternum non rappresenta solo uno splendido esempio di città pre-romana, sulla quale si sono “stratificate” strutture di epoche successive. Di tutto il vasto territorio, Amiternum era il “centro direzionale” con i suoi preziosi edifici pubblici, tra cui – appena successiva alla caduta dell’Impero – la cattedrale di Campo Santa Maria, nella zona appena fuori dal foro di Amiternum.

“Amiternum – ha spiegato il professor Forgione – segue le sorti delle grandi città del Centro Italia e lentamente, inesorabilmente, inizia a scomparire”. Tra le cause dell’abbandono del sito, a favore dell’inurbamento delle colline vicine, il ciclico straripamento dell’Aterno, regimentato fino alla caduta dell’Impero Romano, ma poi “libero” di esondare nella pianura circostante.

La ricchezza del sito risiede nella “stratificazione“, che parte dall’epoca pre romana, e attraversa il tempo, fino al XII secolo e oltre. Una stratificazione che promette nuove e preziose scoperte, per cui l’Università si sta impegnando a proseguire nelle attività di ricerca, anche cercando di acquistare i terreni limitrofi l’area di scavo.

Insomma, lo scopo dell’incontro a San Vittorino è stato quello di illustrare le ultime scoperte, per accrescere la consapevolezza circa la ricchezza archeologica del territorio, ancora in parte da scoprire, che possa fungere da volano per lo sviluppo turistico-culturale dell’aquilano.

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