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Lega Abruzzo in conclave, Matteo Salvini vuole di più

Matteo Salvini torna in Abruzzo. Confronto all'interno della Lega. Lo scenario.

L’AQUILA – Domenica Matteo Salvini sarà in Abruzzo, dopo il caos in Consiglio Regionale. Lo strappo istituzionale dell’opposizione inchioda la maggioranza, ma Salvini vuole di più dalla Lega Abruzzo.

«Ore 23:53, anche l’Abruzzo approva la proposta referendaria per la legge elettorale #vincelasquadra». Esulta su Facebook il coordinatore regionale della Lega, Giuseppe Bellachioma, per il risultato raggiunto in Consiglio, per l’approvazione del provvedimento sul referendum sul maggioritario puro. Allo stesso modo esulta l’opposizione, per essere riuscita a rallentare i lavori, fino al voto del Piemonte, che di fatto ha escluso l’Abruzzo tra le prime 5 regioni che servono per richiedere il referendum. “Hanno tutti ragione”, direbbe perciò Paolo Sorrentino. In realtà qualcuno ha “più ragione” dell’altro, tant’è che il segretario federale Matteo Salvini è atteso domenica in Abruzzo, perché evidentemente qualcosa non ha funzionato. L’ex ministro dell’Interno dovrebbe arrivare sulla costa e confrontarsi con dirigenti ed eletti dei vari livelli.

Sul tavolo, naturalmente, l’atteggiamento dei rappresentanti della Lega durante la lunga fase delle commissioni, e non solo per quelle relative al referendum. Il blitz della Marcozzi in commissione Bilancio e la bagarre culminata con la chiamata delle forze dell’ordine, hanno imposto alla maggioranza intera una presa di coscienza diversa. La Marcozzi non è nuova a queste azioni irruente, di cui abbiamo raccontato anche in passato occupazioni e proteste.

La “guerriglia” dell’opposizione, seppur con degli strappi istituzionali, è risultata efficace anche negli altri punti in discussione, contribuendo a dilatare i tempi fino alla “finale” di ieri sera, che ha tenuto incollati allo schermo consiglieri e interessati a vario titolo alla vicenda. Sullo schermo dei telefonini, però, non c’era il turno infrasettimanale Torino-Milan (anche quello andato di traverso a Matteo Salvini), ma la diretta streaming del Consiglio regionale del Piemonte, impegnato nel voto sulla proposta referendaria. Tutti in trepidante attesa, in quanto il voto del Piemonte avrebbe liberato tutti dai tre giorni di ostruzionismo messo in campo dall’opposizione. Da qui la “sospensione a tempo indeterminato” dei lavori in I Commissione, ufficialmente per permettere ai gruppi di “studiare” gli emedamenti, nei fatti per attendere il triplice fischio del Piemonte.

Così negli uffici e tra i corridoi la domanda prevalente era “Che fanno in Piemonte?“. In Piemonte votavano (e bocciavano) gli emendamenti dell’opposizione, fino alla discussione finale e al voto sul provvedimento infine approvato. In quel momento la tensione si è dileguata: sorrisi e fair play tra i commissari, che finalmente vedevano vicino il traguardo, che si è concretizzato nelle parole di Sara Marcozzi: «Pochi minuti fa il Piemonte ha approvato il provvedimento sul referendum; non che ci faccia piacere, ma a questo punto l’Abruzzo diventa ininfluente. Ritiriamo gli emendamenti». E così il PD, con Silvio Paolucci. Da lì in poi, tutta discesa per la maggioranza, che ha approvato il provvedimento anche in Consiglio regionale, poco prima della mezzanotte.

I problemi nella maggioranza erano emersi anche nella commissione sulla SAGA, con lo stanziamento di 1 milione di euro arrivato tra le mille contestazioni dell’opposizione e per il quale lo stesso presidente Lorenzo Sospiri aveva parlato di «una cosa buona, fatta con superficialità».

E proprio il concetto di superficialità, presumibilmente, sarà protagonista della resa dei conti con Matteo Salvini, visto che lo stesso concetto si è rincorso tra i corridoi di Palazzo dell’Emiciclo per tutta la durata del “sequestro” di tre giorni, in cui l’opposizione ha tenuto in scacco l’intera maggioranza: «Non possiamo essere così superficiali» si è ripetuto. Evidentemente, nonostante le esultanze più o meno giustificate, all’interno della Lega si è ben coscienti che il segretario federale non può essere soddisfatto di quanto accaduto in Regione Abruzzo. Cosa significherà concretamente per la dirigenza regionale, si saprà solo dopo l’incontro di domenica, probabilmente nella zona di Martinsicuro.

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