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Ospedale San Salvatore annaspa tra file, buche e parcheggi selvaggi

L'ospedale dell'Aquila "annaspa" tra vari problemi legati alle buche, ai parcheggi selvaggi e disordinati, alle lunghe file per una visita medica, alla segnaletica confusa e spesso carente.

Parcheggi selvaggi con le automobili messe quasi una sopra l’altra, asfalto sconnesso in più punti e le lunghe file per una prestazione medica: questo lo scenario quotidiano del San Salvatore, l’ospedale del Capoluogo d’Abruzzo.

parcheggi san salvatore

La difficoltà per pazienti, personale e medici dell’ospedale San Salvatore è costante, a cominciare proprio dal parcheggio, trovare un posto è un’impresa ardua.

parcheggi ospedale

Il Capoluogo.it ha voluto toccare la situazione con mano, sincerandosi, dopo le tante lamentele arrivate in redazione.

Ci si è già occupati del “calvario” delle lunghe liste di attesa per una visita in ospedale: mesi, anche un anno per un controllo o una prestazione specialistica.

parcheggi ospedale

Un problema non solo circoscritto all’ospedale aquilano, le liste d’attesa sono il tallone d’Achille di tutto il Sistema sanitario nazionale, quasi senza esclusione, da Nord a Sud del Paese.

E prima ancora delle liste di attesa per l’appunto, il problema del parcheggio: le macchine vengono lasciate fuori dagli spazi, spesso senza rispetto per gli stalli riservati al personale o agli invalidi.

parcheggi san salvatore
scale ospedale
degrad ospedale

“Non è la prima volta che mi fanno la multa perchè sono costretta a lasciarla in maniera approssimativa dal momento che i nostri posti vengono sempre occupati da altre persone – è quanto riferito al microfono del Capoluogo.it da una dottoressa dell’ospedale – arrivo sempre puntualissima e a volte giro anche 25 minuti prima di trovare posto”.

E non solo il parcheggio ma anche raggiungere dopo i reparti dell’ospedale rimanendo “incolumi”: sono tante le buche per strade, l’asfalto è sconnesso e nei giorni di pioggia sono frequenti le infiltrazioni d’acqua.

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parcheggi san salvatore

Qualcuno è caduto, altri hanno preso la buca con la macchina forando; una dottoressa ha raccontato al Capoluogo.it che qualche tempo fa aveva staccato dal turno e mentre stava tornando alla macchina ha preso al volo una signora che stava rovinando a terra, dopo essere inciampata in una buca coperta dall’erba.

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E dopo il posto e le buche non finisce qui: ma c’è il problema della segnaletica per i reparti: va premesso che l’ospedale dell’Aquila, a seguito del terremoto del 6 aprile 2009 ha subito continui spostamenti dei reparti per consentire i lavori di riparazione, questo però ha comportato una inevitabile confusione per quanto riguarda le indicazioni, non solo per gli stessi pazienti aquilani, ma anche per chi viene da fuori, dal momento che alcuni reparti sono punto di riferimento non solo regionale.

Per cui non è facile capire dove andare, spesso ci si ritrova  a girare senza una meta, in una specie di girone dantesco, in un contesto dove è anche difficile avere informazioni.

Gli stessi medici, quando escono dal reparto, vengono letteralmente circondati per avere informazioni.

buche ospedale

 

“Per uscire un attimo devo togliermi il camice – racconta un medico – perchè altrimenti passo la giornata a dirigere le persone verso questo o quel reparto. Non è colpa di nessuno, sono conseguenze dei lavori, speriamo di avere quanto prima le cose in ordine”.

L’ospedale San Salvatore è frutto di una ricostruzione continua che affonda le radici ben prima del terremoto del 6 aprile.

parcheggi ospedale
ospedale san salvatore

Il cantiere dell’ospedale risale ai primi anni ’70, su un progetto del 1967; durante i lavori non mancarono certo le polemiche e dibattiti a cui fecero seguito anche esposti.

Un’inchiesta di Repubblica di qualche anno fa ha sottolineato come il nosocomio costato sia costato circa duecento miliardi di vecchie lire, su una spesa iniziale prevista che si aggirava intorno agli 11 milioni.

I finanziamenti arrivarono dalla Regione Abruzzo, dalla Cassa del Mezzogiorno e anche dal Ministero della Salute, e dal ministero dell’Università e della Ricerca.

Inaugurato nel 2000 aveva un sistema già datato e sempre secondo l’inchiesta di Repubblica, l’ospedale, non risulta nemmeno nelle mappe catastali.

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