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Fiume, 100 anni dall’impresa di D’Annunzio

100 anni dall'impresa di Fiume, un convegno per tracciare il profilo dell'evento storico e per analizzare la figura di D'Annunzio.

L’AQUILA – 100 dall’impresa di Fiume, in un profilo tracciato attraverso un confronto aperto sul personaggio discusso di Gabriele D’Annunzio.

A tracciare la storia dell’impresa Giordano Bruno Guerri, Giuseppe Parlato, Stefano Trinchese, Antonio Fares e Filippo Sallusto, all’Aurum di Pescara.

Lo storico e accademico Giuseppe Parlato, intervenuto ai microfoni della stampa presente, ha delineato un confronto incrociato tra D’Annunzio e il fascismo e D’Annunzio e Mussolini.

“Il rapporto tra due personalità forti e diverse: da un lato Mussolini, il politico, dall’altro D’Annunzio l’esteta. Il politico ha una visione globale dei problemi, D’Annunzio ha guardato agli aspetti di vita e società di allora con una visione e un’interpretazione specifica”.

Poi la precisazione, doverosa per l’interpretazione comune del D’Annunzio fascista, che spesso si ha senza cognizione di causa. “D’Annunzio – spiega ancora – non era fascista. È importante rimarcarlo. D’Annunzio aveva un grande senso di nazionalità, ma aveva, al contempo, un altrettanto grande senso delle autonomie e della libertà, fattore che lo differenzia sensibilmente dal fascismo. Certo è che non si può definire neanche antifascista. Era un nazionalista e il nazionalismo non va confuso con il fascismo”.

L’intervento dello storico Giuseppe Parlato, nella video intervista.

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