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Lagobruno, un’idea che fa discutere

I pro e i contro dell'idea del Lagobruno tra Stiffe e Campana. Il progetto e le perplessità.

L’AQUILA – Un lago tra Stiffe e Campana, l’idea di Bruno Marcotullio rilanciata da Giorgio Carosone. Non mancano, però, le perplessità sul Lagobruno.

Un lago lungo 1500 metri, con larghezza massima di 200 metri e 2/3 metri di profondità. L’idea nasce da Bruno Marcotullio circa 40 anni fa ed è tornata d’attualità dopo l’interessamento dell’amico Giorgio Carosone, a seguito della scomparsa di Marcotullio nel terremoto 2009. Un lungo iter che, al momento, comprende uno studio di fattibilità, ma non un progetto vero e proprio, visto che ad oggi nessun ente ha ritenuto di dover approfondire l’idea del Lagobruno.

L’idea prevede la realizzazione di un lago tra Stiffe, nel Comune di San Demetrio ne’ Vestini, e Campana, Comune di Fagnano Alto, con 1500 metri di lunghezza, 200 di larghezza massima e 2/3 metri di profondità. Come spiegato da Giorgio Carosone al Capoluogo.it, dopo essere stata chiusa in un cassetto per tanto tempo, i grandi incendi del 2017 hanno riportato l’idea in discussione, anche in ottica di utilizzo per i mezzi aerei della protezione civile, considerata anche la distanza degli altri bacini dal territorio. Per Carosone, inoltre, il lago rappresenterebbe anche un valore aggiunto dal punto di vista della valorizzazione del territorio: «Il lago sarebbe una manna dal cielo, anche se non venisse utilizzato per gli incendi, perché avrebbe una valenza turistica. Si fermeranno uccelli migratori, ci sarà possibilità di fare pesca, canottaggio, col gelo può diventare una pista di ghiaccio; intorno potrebbero nascere maneggi, campi sportivi, location per spettacoli… insomma avrebbe un grandissimo potenziale». L’idea è anche finita in una tesi di laurea, come bacino d’espansione, con relativo studio di fattibilità. «Abbiamo valutato tutti i paramentri, compresi quelli economici, e il progetto si può realizzare».

L’entusiamo di Giorgio Carosone, però, evidentemente non è condiviso. Manca infatti un passaggio fondamentale: la presa in carico da parte dei livelli amministrativi e di governo. Al momento la politica in generale non si è interessata al progetto, che resta quindi un’idea di un privato e comunque registra diverse perplessità. «Non sono contrario a prescindere a nulla – ha spiegato il sindaco di Fagnano Alto, Francesco D’Amore al Capoluogo.it – ma il nostro territorio ha dei vincoli, anche di Parco, e la semplice mutazione delle acque può rappresentare una questione insormontabile. Ad ogni modo, per quanto riguarda Fagnano, per quello che ho visto del progetto, non è assolutamente percorribile, perché abbiamo preso un finanziamento di 1 milione di euro per realizzare la strada tra Campana e Stiffe, prima di chiudere il ponte romano, che isolerebbe la frazione». Secondo Carosone, la strada potrebbe svilupparsi su un percorso diverso, soluzione che non convince il sindaco: «Abbiamo presentato un progetto che è stato finanziato, con tecnici al lavoro e soldi pubblici, non possiamo tornare indietro. D’altra parte non vedo convinti nemmeno i cittadini».

Altre perplessità, infatti, sono state espresse da Emidio Liberatore, del Comitato che si è battuto contro il progetto di centrale idroelettrica a Stiffe: «Dai dati che abbiamo, più che un lago sarebbe una vasca di raccolta e considerato l’afflusso del torrente La foce, d’estate l’evaporazione (estiva e l’evapotraspirazioni delle piante) supererebbe l’ingresso dell’acqua, quindi il lago si prosciugherebbe. Basti pensare a cosa accade al lago di Bracciano, che d’estate si abbassa di 3/4 metri, e parliamo di una superficie di 57 km quadri e un bacino di raccolta di 110 km quadrati. Senza contare che lì ci sono dei terreni che le famiglie hanno acquistato con anni di lavoro in America».

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