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Stadi inagibili e posti limitati, “così il calcio scompare”

Il problema stadi tiene banco nel calcio aquilano e non solo. Tra norme su ordine e sicurezza pubblica e i requisiti strutturali richiesti per gli impianti

L’AQUILA – Stadi inagibili e polemiche al seguito.

Posti limitati, squadre costrette a fare la spola tra un impianto e l’altro. A pochi giorni dal via dei principali campionati, la situazione stadi è compromessa. L’Aquila, nella sua intera provincia, nel caos.

Stadi, la normativa

Il problema è emerso lo scorso anno con il caso legato alle partite dell’Asd Città di L’Aquila, retrocessa, per ragioni extrasportive, in Prima Categoria. La tifoseria rossoblù è stata, fin dal principio, considerata troppo numerosa per poter essere ospitata, senza rischi per l’ordine pubblico e per la sicurezza, tra i settori ospiti degli impianti sportivi di Prima Categoria. Con le nuove norme che la Prefettura ha inviato agli enti comunali, relativamente alla stagione 2019-2020, i requisiti da corrispondere sono numerosi.

I Comuni proprietari delle strutture sportive sono tenuti a rendere conto al Prefetto su: collaudo statico delle tribune, settori separati tra le tifoserie, locali e ospiti, certificato antincendio relativo all’impianto. Pena l’inagibilità dell’impianto sportivo o la possibilità di disputare il match da calendario, ma con un numero limitato di posti.

Stadi e polemiche

Un problema che non ha mancato di scatenare qualche polemica, da parte degli addetti ai lavori. La società del San Gregorio, ad esempio, ha affidato ad un post Facebook la propria amarezza per una situazione che rischia di degenerare.

Le nuove norme, nel silenzio più becero, nel giro di qualche anno faranno scomparire o ridimensionare, drasticamente, il numero di società di calcio e le scuole calcio“. “La Questura – continua la società del San Gregorio – chiede ai Comuni, legittimi proprietari degli impianti sportivi, di rispettare molte norme. Le società sportive, di conseguenza, dovranno fare i conti con procedimenti burocratici avvilenti: presentare la scia per ogni gara ufficiale, predisporre barriere e impedire l’ingresso di quei tifosi e famiglie, ancora entusiasti di seguire la squadra del proprio paese, quando si giocherà a porte chiuse. Il 98% degli impianti sportivi non potrà mai essere a norma al 100%, con tutte le certificazioni necessarie. Figuriamoci i campetti di periferia”, sottolineano.

Anche L’Aquila 1927, domenica scorsa, impegnata in trasferta contro il Mutignano, si è spostata a Scerne Di Pineto, con la concessione di una capienza massima di 100 posti ed una comunicazione, tra l’altro, giunta meno di 48 ore prima del fischio d’inizio. Una situazione di inevitabile disagio, soprattutto per i piccoli club, costretti a investire risorse negli spostamenti e a fare i salti mortali dell’ultimo minuto per individuare e fare richiesta dell‘impianto sportivo idoneo ad ospitare la gara in questione.

Non si è giocata, invece, la gara per la Coppa Abruzzo tra Virtus Barisciano e Arischia, a porte chiuse: l’Arischia ha deciso, alla fine, di non presentarsi. Ieri, poi, la notizia della mancata iscrizione della società al Campionato di Second Categoria, per motivi tecnici.  Per questo weekend già certe la gara a porte chiuse tra Paterno e Nerostellati in Eccellenza, la buona notizia, invece, arriva da San Benedetto: ed è l’agibilità del Manfredo Profeta.

Prima Categoria, Promozione, Eccellenza: il problema è generale e generalizzato, fatta salva qualche eccezione.

In Abruzzo e non solo nella provincia dell’Aquila è una situazione generale. Soprattutto quando si muovono tifoserie numerose. Questo da un lato per le prescrizioni di ordine pubblico, dall’altro per le caratteristiche strutturali richieste per gli impianti.

Basta citare qualche caso: San Gregorio, Tornimparte, Ovidiana Sulmona, Virtus Barisciano. Sono soltanto alcune delle squadre impossibilitate a giocare nei propri impianti, perché non idonei o agibili. La Marsica non si sottrae alla problematica, che sta facendo discutere già al principio della nuova stagione calcistica.

È probabilmente l‘Eccellenza la categoria che risente maggiormente delle rigide disposizioni della Prefettura. L’Angizia Luco utilizzerà per almeno due mesi lo Stadio dei Marsi di Avezzano, in attesa di ottemperare le richieste e gli standard del proprio impianto. Meno burocrazia da sistemare  in casa Capistrello, costretto, tuttavia – nella prima giornata di Campionato di domenica scorsa – a giocare a porte chiuse. A Paterno si lavora, tuttora, per ottenere l’agibilità dell’impianto, intanto domani si gioca a porte chiuse. E via così, con i campi di Canistro, Tagliacozzo, Magliano, Trasacco, dove, con ogni probabilità, si andrà a giocare a porte chiuse per questioni di sicurezza. Prima e Seconda Categoria partiranno il prossimo 22 settembre. Ieri, a Corfinio, la definizione dei rispettivi calendari.

calendari stagione 2019-2020 prima e seconda categoria

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