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Civitaretenga, torna l’antico rito del tiro dello squadro

A Civitaretenga torna un rito ancestrale per segnare il passaggio dei giovani all’età adulta, il così detto “tiro dello squadro”.

A Civitaretenga torna un rito ancestrale per segnare il passaggio dei giovani all’età adulta, il così detto “tiro dello squadro”.

Nella frazione di Navelli, la notte tra sabato 14 e domenica 15 settembre in occasione della festa della Madonna dell’Arco, i giovani porteranno a termine il rito che consiste nel realizzare un solco in piena notte, per sottolineare la propria forza e rimarcare l’orgoglio di appartenere al centro montano.

Il solco che mescola sacro e profano sarà fatto allo scadere della mezzanotte.

In precedenza, alle 21, nel paese si terrà la cena all’aperto fatta di pizze fritte, porchetta e intrattenimento musicale della Davide band, a seguire, i trattori, ai quali sarà legato l’aratro con la scritta W Maria Santissima, e grazie all’appoggio di auto che illumineranno la zona nei pressi della chiesa di Santa Maria delle Grazie, si terrà il tiro dello Squadro.

Il rito si concluderà con il posizionamento di un palo alla fine del solco.

Quest’ultimo nell’antichità veniva adornato con una testa di porco e posizionato verso il vicino comune di Caporciano aggiungendo la scritta TPC, acronimo di “testa di porco di Caporciano”, il cui stemma comunale riporta proprio una testa di maiale o, meglio, di cinghiale.

“Una manifestazione”, ha detto il sindaco di Navelli Paolo Federico, “che al di là degli aspetti legati alla goliardica rivalità tra i due paesi, resta carica di valenze antropologiche che giocano sulla forza dei giovani e la loro capacità di aprire un solco in piena notte lungo il terreno nei pressi della chiesa. Il taglio vuole sottolineare che chi lo ha fatto è ora in grado di comportarsi da uomo e portare avanti la propria famiglia e, nello stesso tempo, comunicare a tutta la collettività che la loro presenza non può più essere ignorata”.

Il rito dello squadro dell’anno scorso ha visto una nutrita partecipazione di persone.

Anche la prossima edizione sarà realizzato dai ragazzi appartenenti alla stressa classe di età, gli stessi che nella notte possono fare delle scritte in calce lungo le strade del paese. La festa, inoltre, continuerà domenica mattina alle 7 con la tradizionale fiera delle cipolle. Poi alle 18.30 si terrà il rosario e la santa messa in piazza Sant’Egidio a seguire la 40 esima fiaccolata verso la chiesa della Madonna dell’Arco con i fuochi pirotecnici.

Per la struttura sacra il Mibact ha stanziato 500mila euro per il suo recupero e restauro dopo i pesanti colpi inferti dai terremoti. La chiesa molto apprezzata dai devoti e dagli esperti di arte fa risalire la sua fondazione all’opera di un pellegrino napoletano che nel 1599 disegnò nella stalla che lo ospitava un effige della Madonna usando i colori dello zafferano. Il dipinto era così bello che gli fu posta una lampada il cui olio ardeva autonomamente, compiendo altri miracoli. Per questo si decise nel 1698 di trasformare la stalla in una chiesa.

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