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Le nuove stanze della Poesia su Il Capoluogo

Tornano su Il Capoluogo le stanze della poesia... o meglio: le nuove stanze della poesia a cura di Valter Marcone.

I lettori più affezionati hanno potuto leggere le mie poesie per alcuni anni nella rubrica Le stanze della poesia pubblicata con appuntamenti settimanali sulle pagine di questa testata.

Sono stati gli anni del dopo terremoto in cui , attraverso la poesia, ho voluto dare un contributo alla esorcizzazione collettiva di un “male” ( la morte, la perdita di ogni cosa, la distruzione ,la ricerca del consenso su obiettivi di parte, l’esercizio di un potere decisionale troppo tecnico e poco socio-politico , la babele normativa , il malaffare , a volte l’impunibilità) e alla affermazione di un “bene” (la rinascita,la ricostruzione non solo materiale, la presa di coscienza per una nuova consapevolezza di città, l’incontro delle varie esigenze capace di determinare un volto nuovo e rinnovato delle istituzioni ,la trasparenza e l’onorabilità delle scelte per il bene comune ).

L’affetto dei lettori, la loro condivisione delle mie poesie sui social, i giudizi, gli apprezzamenti, il dialogo continuo hanno steso un filo rosso che si è trasformato in una rete.

Una rete che ha dimostrato come la poesia sia in grado a volte di supplire con le emozioni che suscita alla realtà che non è più fonte di benessere e di positività,una realtà che nega la libertà, l’amore, la pace, la serenità, impone delle
scelte . Almeno in forma catartica e palingenetica forse preludio ad un nuovo modo di essere e di esserci sia personale che comune.

In questo senso tutto quello che abbiamo messo all’attenzione del lettore nella rubrica Le stanze della poesia è
stato un modesto contributo a quel cammino che sembra averci portato , a dieci anni dal terremoto, a “cominciare a riveder le stelle”.

E’ stato possibile da parte mia offrire questo cammino grazie alla disponibilità del Direttore e della redazione de Il Capoluogo che hanno creduto nella funzione taumaturgica e palingenetica della poesia , soprattutto nella situazione contestuale di L’Aquila.

Tutto questo per me è stato gratificante. Fino al punto in cui mi sono permesso ,in alcuni momenti e per alcune occasioni , di costruire percorsi paralleli alle tematiche espresse nelle mie poesie ,presentando voci e temi differenti .

Come dicevo, la cura della rubrica è stato un impegno lungo e laborioso.
Quell’impegno ha promosso però esperienze altrettanto laboriose e impegnative sia nella fase di ideazione che di realizzazione.
Parlo dell’incontro con alcune persone che amano la poesia e si esprimono con i versi .

Con loro è nata La compagnia dei poeti dell’Aquila che ha dato vita ad iniziative coinvolgenti come le edizioni della Festa della poesia in occasione della annuale giornata mondiale della poesia ; i recital a tema in particolari occasioni come per esempio gli eventi organizzati per la Perdonanza celestiniana; la serie di “Binari poetici “; gli incontri tra la poesia e i luoghi e le architetture; l’incontro tra la poesia e le arti visive in occasione del Festival internazionale di Tagliacozzo , fino ad arrivare alla recente estiva performance di “Miti e muse” in occasione della settimana marsicana di Avezzano .

Dopo una pausa fisiologica, grazie alla rinnovata disponibilità del Direttore e della redazione de Il Capoluogo riprende la rubrica di poesia “Le nuove stanze della poesia” dove per “nuove” si vuole intendere un progetto editoriale più complesso della semplice presentazione e commento di composizioni poetiche.

Si tratta di dar vita ad un processo diverso non solo per la ricchezza delle voci ( a cominciare da quelle degli aderenti a La Compagnia dei poeti di L’Aquila) ma anche proposte di letture più dense sia rispetto alle singole poetiche ,sia alle occasioni di conoscenza di questo mondo . Per questo saranno ,come detto, presentate e commentate singole composizioni dei poeti aderenti a La Compagnia dei poeti di L’Aquila,ma anche di altri poeti della nostra regione con scelte le più ampie e rappresentative possibili di generi, stili, ecc.

Sarà poi anche la volta di tematiche di particolare interesse sia all’interno della poesia per la sua storia e la sua attualità,sia per il mondo dei lettori di poesia .
L’intento è quello di iniziare un nuovo cammino che ha come obiettivo ( senza fare previsioni sul quando e sul come ) la realizzazione di un magazine on line (ma anche cartaceo chissà), allegato a Il Capoluogo che promuova attorno a sé , come punto di riferimento stabile, un interesse per la poesia e in generale per la cultura e le sue forma di rappresentazione. Principalmente per fare, leggere, ascoltare ,vivere poesia.

E mi riferisco a iniziative ancora più arricchenti come Slam poetry, Poetry Cafè, corsi di scrittura , coinvolgimento della scuola , poesia nei luoghi di incontro come supermercati, parchi, piazze; di lavoro come fabbriche , fino ad una Casa della poesia per L’Aquila con un suo progetto e programma di vita nel tempo.

Il lettore che mi ha seguito fin qui penserà a tutto questo come ad un manifesto anzi a come un “libro dei sogni” destinati a svanire al mattino. Vorrei farlo riflettere.

Ho una convinzione suffragata dalle ultime esperienze. La convinzione è che i sogni a volte possono avverarsi ad occhi aperti. Nei social e nella stampa di informazione il lettore può vedere in questi giorni quante manifestazioni
sul nostro territorio hanno come protagonista la poesia : nei cartelloni delle manifestazioni estive e nelle rassegne culturali ,nelle presentazioni di libri . Questo lungo elenco è la dimostrazione di come nel corso di questi anni attraverso un lavoro propositivo la poesia sia uscita un poco dalla sua nicchia . Qualche anno fa era un sogno .Oggi una realtà .

Al sogno dunque voglio ricorrere ancora in compagnia di Shakespeare e Calderon de la Barca “Perché adesso che dormo credo di sognare di essere sveglio“ nel raccontarvi quello che è già stato e sarà “Le nuove stanze della poesia” da oggi e per ogni giovedì prossimo su queste pagine .

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