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Federica Gasbarro, chi è la marsicana che combatte per il clima

Sarà a New York al fianco di Greta la marsicana Federica Gasbarro, per il primo vertice sul clima giovanile. "Per far bene al mondo non bisogna essere ambientalisti, basta essere educati".

L’AQUILA – Federica Gasbarro da Avezzano a New York per il clima. Nata nel cuore della natura, poi passata allo skyline metropolitano di Roma, è già definita dai media la “Greta d’Italia”.

Marsicana nel sangue e nel cuore, sarà a New York per marciare in prima linea al primo «Youth Climate Summit» dell’Onu, in programma il prossimo 21 settembre.

federica gasbarro

Comincia da un grazie Federica, contattata dall’ennesima giornalista che, in questi giorni, la chiama per sapere chi è l’unica italiana a New York, al fianco di Greta. “Grazie alla stampa, ai media: è con il vostro lavoro che noi riusciamo a veicolare il nostro messaggio. In questi giorni il mio telefono è un centralino – confessa – ma ne sono felice: bisogna parlare del futuro del nostro mondo, un futuro che inizia oggi”.

Mamma nata ad Ortucchio, papà a San Benedetto dei Marsi, Federica si definisce marsicana per 3/4: “mio nonno materno, infatti, è napoletano”, racconta al Capoluogo.

Sarà forse un segno del destino, quello di essere nata il 3 gennaio 1994, lo stesso giorno di Greta, anche se qualche anno prima. Un segno di ciò che entrambe sarebbero diventate: attiviste per lo sviluppo sostenibile contro il cambiamento climatico.

Laureanda in Scienze Biologiche, a quattro esami dalla laurea, Federica sogna un’esperienza di studi all’estero: “non perché io non creda nella qualità della formazione italiana, ma per poter approcciare a una realtà diversa e completare il ciclo di studi, spaziando nella mia formazione a 360gradi”, tiene a precisare.

federica gasbarro
federica gasbarro

La selezione dell’Onu come unica italiana a presenziare allo Youth Climate Summit, assieme ad altri 99 giovani, arriva dopo un rifiuto che fa ancora male. Una sorta di riscatto per la marsicana, vissuta da sempre a Roma, città dove i genitori lavorano. “Qualche anno fa ho sostenuto i test per la facoltà di Medicina, ma non sono andati bene. Amo studiare e mi sono da sempre impegnata fino in fondo: evidentemente questo per l’impostazione scolastica italiana non è abbastanza”. Quello che, però, fino a poco fa, “ho vissuto come un grande rifiuto, ora lo vedo come un’autentica fortuna. Essere medico mi avrebbe permesso di aiutare, ma anche ora posso farlo, a modo mio: combattendo per il pianeta e per tutti noi che lo viviamo”, ci spiega.

La selezione da parte dell’Onu, dopo uno specifico concorso pubblico,  farà volare Federica Gasbarro dritta fino a New York, per la prima volta nella sua giovane vita.

Federica sarà incaricata di una grande responsabilità, ma resta con i piedi saldi a terra. “Sono coordinatrice e portavoce del movimento Friday’s for future di Roma, ma non sono l’unica: siamo tutti sullo stesso livello. Il nostro è un movimento orizzontale. Ognuno trova il suo spazio e la sua voce”, sottolinea. Federica ha conosciuto Greta al suo arrivo in Italia, accompagnandola al Climate strike a Roma.

L’amore per il mondo, l’ambiente e la natura Federica lo porta dentro da sempre, attraverso piccole azioni o accorgimenti quotidiani che nella sua vita non sono mai mancati. A febbraio 2019 la svolta, con la partecipazione al primo strike e l’inizio dell’impegno concreto sul campo. A chi le chiede se in Italia si può fare di più per frenare i cambiamenti climatici, Federica risponde così: “Le basi da cui ripartire sono cultura e senso civico. Si può sempre fare di più e non è tardi per iniziare. Noi siamo gli attori di un film di cui possiamo cambiare il finale e troppo spesso tendiamo a sottovalutare il peso specifico che può avere anche un singolo gesto. Non dobbiamo dire: ‘È di plastica, ma tanto è uno spazzolino! Anche se non lo utilizzassi lo utilizzerebbero milioni di altre persone’. Non è così: tutti noi dobbiamo fare qualcosa, facciamolo e la natura ne guadagnerà”.

federica gasbarro

Ma cosa fa Federica Gasbarro per rispettare il suo mondo?

Grazie ai miei genitori – spiega – ho sempre avuto uno stile di vita sano ed educato. L’ambiente lo si rispetta anche non gettando la carta a terra. In questo non bisogna essere ambientalisti, basta essere educati. In generale posso dire che, quotidianamente, non uso domopak, la comune plastica per alimenti, che ho sostituito con dei fogli particolari trovati sull’ecommerce. Questi fogli sfruttano le caratteristiche del miele per conservare i cibi. Oppure non uso evidenziatori, che hanno il packaging in plastica, ma acquisto matite ad evidenziatore e, ancora, utilizzo lo spazzolino di bambù e così via”.

Infine le critiche, quelle rivolte agli ambientalisti in generale, a Greta in particolare e alla presunta strumentalizzazione di un movimento, di cui, spesso, si è parlato negli ultimi mesi. “Le critiche le accettiamo, se costruttive. Spesso si tende a pensare che gli ambientalisti siano fannulloni privi di cultura: non è così, siamo informati sulle tematiche per le quali manifestiamo, anche dall’altro capo del mondo. È ovvio che la preparazione di ognuno, tuttavia, sia soggettiva e che dipenda dall’età di ognuno e dalla formazione personale. Ci vuole cultura anche nel criticare“. E, a questo proposito, Federica spiega: “Solo una capillare diffusione di una nuova cultura dell’ambiente potrà far sì che le cose si trasformino. A cambiare dobbiamo essere in primis noi, per far cambiare il sistema. In questa società, ad esempio, la nostra libertà è relativa. È normale che io debba andare a New York a parlare di clima e debba andarci in aereo, senza avere alternative? Chi mi accompagnerebbe in barca a vela?”

Sorge spontanea, allora, una domanda: “Andrai e andrete dritti per la vostra strada?”

“Assolutamento no. Venite tutti sulla nostra di strada. Non ci proclamiamo scienziati, ma messaggeri. La nostra missione è combattere per un ideale che dovrebbe essere comune, salvaguardare il pianeta. Per cui, criticate pure, ma prima ascoltateci“.

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