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Cotugno, il primo giorno di scuola tra le 4 sedi

Primo giorno di scuola al Cotugno. Ad accogliere gli studenti una piccola pianta e una poesia.

L’AQUILA – Le voci degli studenti e della dirigente scolastica del Cotugno, Serenella Ottaviano, al termine del primo giorno di scuola.

Il Liceo Classico nel MUSP in via Madonna di Pettino, il Liceo Linguistico nel MUSP in via Ficara, il Liceo delle Scienze Umane nel MUSP del liceo musicale in via Acquasanta, tranne la classe 3CU, il Liceo Economico Sociale e Classe 3CU nella sede Colecchi, in via Acquasanta, 18. Primo giorno di scuola distribuito in quattro sedi per gli alunni del Cotugno, tornati oggi sui banchi di scuola.

cotugno
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IlCapoluogo.it ha raccolto le voci degli studenti e del dirigente scolastico, Serenella Ottaviano, all’uscita dal primo giorno di scuola.

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Questa mattina gli alunni di tutte e 53 le classi hanno trovato sul banco il dono della dirigente: una pianta di cui prendersi cura e la poesia Itaca, di Kostantinos Kavavis. Intanto lunedì prossimo arrivano il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti.

ITACA
(di Konstantinos Kavafis, trad. F. M. Pontani, 1961)

Se per Itaca volgi il tuo viaggio,
fa voti che ti sia lunga la via,
e colma di vicende e conoscenze.
Non temere i Lestrigoni e i Ciclopi
o Poseidone incollerito: mai
troverai tali mostri sulla via,
se resta il tuo pensiero alto e squisita
è l’emozione che ci tocca il cuore
e il corpo. Né Lestrigoni o Ciclopi
né Poseidone asprigno incontrerai,
se non li rechi dentro, nel tuo cuore,
se non li drizza il cuore innanzi a te.

Fa voti che ti sia lunga la via.
E siano tanti i mattini d’estate
che ti vedano entrare (e con che gioia
allegra) in porti sconosciuti prima.
Fa scalo negli empori dei Fenici
per acquistare bella mercanzia,
madrepore e coralli, ebani e ambre,
voluttuosi aromi d’ogni sorta,
quanti più puoi voluttuosi aromi.
Recati in molte città dell’Egitto,
a imparare dai sapienti.

Itaca tieni sempre nella mente.
La tua sorte ti segna a quell’approdo.
Ma non precipitare il tuo viaggio.
Meglio che duri molti anni, che vecchio
tu finalmente attracchi all’isoletta,
ricco di quanto guadagnasti in via,
senza aspettare che ti dia ricchezze.

Itaca t’ha donato il bel viaggio.
Senza di lei non ti mettevi in via.
Nulla ha da darti più.

E se la ritrovi povera, Itaca non t’ha illuso.
Reduce così saggio, così esperto,
avrai capito che vuol dire un’Itaca.

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