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Raid I Caterpillar, il mix di cinema e arte che entusiasma

Domenica 8 settembre l'evento Raid I Caterpillar a L'Aquila, format di cinema live e arte contemporanea. Un successo

Successo per Raid I Caterpillar all’Aquila.

Il format di arte contemporanea e cinema live si è svolto dalle 11 alle 17 domenica 8 settembre all’Aquila ed è ora  disponibile al link

https://www.youtube.com/watch?v=-3pCjpw3U78

Alessandro Brighetti (Raid): “Sono quasi due anni che vengo a L’Aquila per organizzare questa complessa edizione di Raid: ho trovato una città forte e fiera, affamata di tempo e di cultura, accogliente e protettiva. Ogni autore che ha partecipato all’edizione è orgoglioso di avere offerto il proprio prodotto intellettuale a questa comunità.”

Raid I Caterpillar, un format innovativo di arte pubblica

Sei ore di cinema live in diretta streaming durante le quali otto artisti, insieme a perfomer e cittadini, hanno trasformato il volto della città tramite un affasciante intervento collettivo di arte pubblica.

Questo è stato l’esperimento RAID Caterpillar, format di arti contemporanee e cinema-live arrivato alla sua sesta edizione, che si è svolto dalle 11 alle 17 di domenica scorsa 8 settembre all’Aquila.

Questa edizione, presentata da Off Site Art e curata da Alessandro Brighetti, si è voluta confrontare con la grande sfida di avere un intero centro storico come location. Una scommessa superata anche grazie al grande sforzo tecnico e organizzativo, coadiuvato dalla collaborazione con il Comune dell’Aquila.

Cittadini e amanti dell’arte hanno potuto assistere alla creazione delle opere passeggiando nel centro storico aquilano oppure davanti ai loro computer, diventando gli spettatori de “La dittatura del telecomando”, il film-live scritto e diretto live da Veronica Santi. La narrazione del film ha simulato per sei ore la logica dello zapping tra i canali live (Raid 1 Raid 2 Raid 3 Raid 4 Raid 5), dove cinque registi filmavano in diretta streaming la realizzazione delle opere sul campo, e i canali off (Raid mondo, Raid storia, Raid Scienza, Raid Arte), appositamente creati dalla Santi per restituire una dimensione più ad ampio raggio della metamorfosi, concetto alla base dell’edizione Raid Caterpillar.

Il montaggio di questi canali off ha messo in luce una selezione di materiali video prodotti negli ultimi 10 anni sull’Aquila, tra cui compaiono autori abruzzesi e archivi, quali Marco D‘Antonio, Emiliano Dante, IK Produzioni/ Slow News, Valentina Traini e Arianna Vergari (sede Abruzzo del Centro Sperimentale di Cinematografia – L’Aquila), Valeria Tomasulo e Chiara Belingardi, Archivio Media Crew CaseMatte L’Aquila.

Nei canali live invece è stato trasmesso quanto avveniva negli otto set dove venivano installate le opere d’arte, alcune effimere altre permanenti. Quest’ultime costituiscono oggi una collezione di arte contemporanea e pubblica donata dagli autori ai cittadini aquilani, che ne potranno godere per sempre.

raid i caterpillar
raid i caterpillar
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Cecilia Brugnoli e Anita Scianò del collettivo Messe A Fuoco sono state le registe del canale Raid 1 che ha trasmesso dal sottopassaggio della Fontana Luminosa l’opera di Margherita Morgantin + WRG + TOM BOYS DON’T CRY (Alieni + Tzaziki & crack). Qui ha preso forma l’opera intitolata “WO(O)LF”: una scritta in rilievo installata nel tunnel, dove il confine simbolico dell’intervento è l’errore grammaticale che trasforma il nome di Virginia Woolf in wolf (lupo). Letteratura inglese, musica e immaginario locale si sono stati mescolati e fusi in un magma unico, dove le WRG (woman reading goup) hanno letto i testi di Virginia Woolf mentre il duo Tomboy’s Don’t Cry ha suonato beat acidi e melodie noiser che hanno fatto ballare per tutto il giorno i cittadini presenti sul set. Le Tomboy’s Don’t Cry hanno anche creato la scritta-manifesto sul muro del sottopassaggio Le ragazze di periferia sono il futuro.

Raid 1 ha filmato anche nella vicina Piazza Giulio Natali (San Basilio), dove l’artista Marzia Migliora ha creato l’opera permanente “Sofferte onde serene”, una seduta disponibile ai cittadini per la sosta, l’incontro, il dialogo e la contemplazione, che concretizza lo stare insieme, che unisce simbolicamente, come la propagazione di un’onda, la memoria del passato della città a uno sguardo sul futuro.

Il blocco di pietra lavica proveniente dal Vesuvio ha le quattro facciate laterali grezze mentre la facciata superiore riporta un movimento ondeggiante ricavato dal profilo di due corpi sdraiati. L’artista, durante la diretta di Raid, ha voluto attivare il senso della sua opera e ha rivolto un appello ai cittadini affinché interagissero col suo lavoro. Le adesioni non sono mancate e in tanti si sono recati alla seduta per compiere un’azione minima: sedersi, leggere ad alta voce, sdraiarsi, baciarsi, suonare, ballare, giocare, riposare.

Contemporaneamente alle Messe A Fuoco, dal canale Raid 2 il video maker aquilano Diego La Chioma faceva la spola tra Piazza del Teatro e Via Fortebraccio sotto i portici di San Bernardino. La Chioma si è avvalso dell’attore teatrale Alessandro Blasioli, che si è mosso con grande estro, tra letture, monologhi e interviste agli artisti.

Dalla piazza del Teatro è stato tramessa la costruzione e installazione dell’opera di Loris Cecchini “Waterbones”. Cecchini, uno degli artisti italiani più importanti nel panorama internazionale, ha installato su una porzione della parete del Teatro Stabile d’Abruzzo dei moduli in acciaio inox lucido combinati tra loro in modo da formare un pattern che abbraccia l’architettura e, contemporaneamente, crea un secondo disegno sulla parete dell’edificio giallo ocra grazie alle ombre degli stessi moduli baciati dal sole. Spezzando e arricchendo la linearità dalla facciata con un’estetica ammaliante, queste cellule rimandano anche a un’idea di connessione e variabili imprevedibili, dove emerge la relazione tra natura, scienza, matematica, ingegneria e design.

Sempre La Chioma per Raid 2 ha ripreso l’installazione dell’opera di Giuseppe Stampone: un disegno realizzato a penna Bic e collage fotografico, cifra stilistica dell’artista. Il disegno, inserito in un light box retro illuminato, mostra due bambini immigrati che indossano le magliette dei loro idoli, Zidane e Pogba, a loro volta figli di immigrati. I due guardano la città ricreata con un collage fotografico da Stampone, il quale è cresciuto in una banlieue francese e si è laureato proprio all’Aquila. L’artista con quest’opera auspica alla città una ricostruzione non solo fisica, ma anche sociale, dove possa trovare spazio l’accoglienza, da sempre nel DNA della città grazie anche al ruolo svolto dalla sua Università. Una ricostruzione in cui si augura all’Aquila di non omologarsi, come succede per i tanti non-luoghi sparsi qua e là nel mondo, ma di mantenere la sua forte identità.

Dal Cortile Est del Munda – Museo Nazionale d’Abruzzo, nei pressi delle 99 cannelle, nel quartiere della Rivera, il regista Alessio Jim Della Valle, con l’operatore aquilano Giovanni Sfarra, ha diretto il canale Raid 3, dove abbiamo potuto seguire l’installazione “OURHOUR” di Alessandro Brighetti: una meridiana in cui al posto dei numeri sono indicati dei pronomi personali.

“Sono quasi due anni che vengo a L’Aquila – ha spiegato in diretta Brighetti – per organizzare questa complessa edizione di Raid: ho vissuto la percezione di un tempo intimo, rallentato, imperniato sull’attesa che tutto torni al proprio posto senza che questo avvenga mai. Una quotidianità reiterata e ricalcata sul giorno precedente. Per questo ho deciso di lavorare sul tempo all’Aquila. La meridiana non segna l’ora di un fuso orario, ma quella specifica di un luogo. Ogni luogo, quindi, ha la propria meridiana, cosicchè ogni luogo ha il proprio tempo. Il tempo dell’Aquila è un tempo che ha rinforzato e strutturato il senso di comunità. Ho fatto in modo che la mia meridiana anziché battere il tempo istituzionale potesse scorrere incessantemente sul concetto di comunità. Per questo ho inserito i pronomi personali al posto dei numeri delle ore. Nei pronomi ci sono tutti i tipi di legami inter-relazionali e sociali. La mia meridiana segna il tempo che ricalca questa umanità. Ho scelto di metterla nel giardino del museo MUNDA perché è situato a venti metri e a 600 anni di distanza dalla chiesa di San Vito, dove campeggiano due meridiane del 1400. Questo fa sì che si instauri un trait-d’union tra arte antica e contemporanea”.

Raid 3 ha iniziato la sua diretta con un bellissimo intervento poetico di Eugenia Giancaspro che poi si è prestata anche al ruolo di intervistatrice.

Dal Terminal Bus di Collamggio Davide Sabatini è stato il regista di Raid 4, il canale che ha raccontato l’opera di UNIBZ Studio Space, gruppo di artisti e studenti (Filippo Contatore, Sara Cortesi, Luca Gori, Katharina Theresa Mayr, Elisa Pezza, Elisabeth Pfeifauf, Lilian Polosek, Lisa Maria Putzer, Micheal Ungerer) del corso tenuto da Luca Trevisani e Massimo Bartolini presso l’Università di Bolzano. Unibz si è confrontato sul concetto di “shelter”, riparo.

Professori e studenti hanno realizzato nello spazio del terminal dei moduli abitativi a carattere effimero, con in comune tra loro la rapidità di messa in opera, la semplicità tecnica e il tentativo di narrare oltre la funzione, cioè di “poeticamente abitare”. L’intervento di Bartolini è stato quello di scavare e incastonare un materasso nel terreno, rendendolo cioè la superficie calpestabile momento di riposo.

La diretta è stata accompagnata dalle incursioni poetiche dello slammer Matteo Di Genova, aquilano, ormai famoso negli ambienti della poesia performativa di tutta Italia.

Il collegamento più stravagante è stato sicuramente quello del canale RAID 5, curato dal regista aquilano Francesco Paolucci.

Paolucci ha simulato una diretta facebook estemporanea da cittadino aquilano che si trova a fare jogging a Collemaggio e vede un camion di pecore delle quali non si sa nulla. Il regista ha così messo in scena un vero e proprio caso mediatico, una commedia dell’assurdo in stile abruzzese nella quale non sono mancate interviste surreali ai pastori e passanti. Solo alla fine si evince il motivo delle 99 pecore trasportate presso l’auditorium di Beverly Pepper al Parco del Sole: erano loro le protagoniste canore della Lite Orchestra, duo jazz che accompagna il format Raid dalla seconda edizione. Il concerto è stato esilarante ed ha spinto il concetto comunicativo musicale oltre l’umano, avvalendosi cioè dell’ausilio degli animali in qualità di membri attivi dell’orchestra stessa, ponendo l’accento sull’importanza di un equilibrio da riscoprire fra ritmo umano, esigenze naturali e istinto animale.

L’Accademia di Belle Arti L’Aquila (ABAQ) con “MOVE ON” si è resa protagonista di un’opera itinerante tramite il suo artista-podista, GianMaria De Lisio, che ha corso lungo tutte le postazioni di Raid scattando delle polaroid e comparendo di volta in volta in tutti i canali live.

Il film-live di sei ore si conclude con il canale Raid ON che rivela live la postazione della regia centrale allestita presso il Gran Sasso Science Institute e svela l’arcano dello zapping imposto, facendo infine apparire il titolo “La dittatura del telecomando”, ironica e al contempo amara riflessione che riporta alla mente il circo mediatico del quale il terremoto aquilano del 2009 è stato vittima.

Questa edizione di “RAID Caterpillar” all’Aquila, in occasione del decennale del sisma 2009, è stata resa possibile grazie ad Off Site Art (OSA) un’associazione no-profit fondata nel 2014 con l’obiettivo di portare l’arte negli spazi pubblici e in luoghi non convenzionali dell’Aquila post-terremoto.

“RAID Caterpillar” è stata patrocinata dal Comune de L’Aquila, l’Accademia di Belle Arti de L’Aquila, il Centro Sperimentale di Cinematografia, l’Aquila Film Festival, l’Ordine degli Architetti L’Aquila e il MuNDA – Museo Nazionale d’Abruzzo.

Gli Sponsor tecnici sono stati il Gran Sasso Science Institute (GSSI) e lo Studio Legale IdeaLex di Lavinia Savini.

“RAID Caterpillar” è stato un intervento promosso e sostenuto dalla Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie urbane del Ministero per i Beni e le Attività Culturali”, dal Comune de L’Aquila, Associazione Costruttori Edili di L’Aquila ANCE.

Si ringrazia Luciana Littizzetto, Alfa Marmi San Gennaro Vesuviano (NA), Società Co.I.D. srl L’Aquila e Ivo D’Angelo per il sostegno concesso per l’opera di Marzia Migliora, Museo Munda, Giovanni Paltrinieri e Pierluigi Frezza per l’opera di Alessandro Brighetti, Gruppo Tracturo3000 e Associazione Quarto di San Marciano per l’opera di Lite Orchestra, Falone-Costruzioni per l’opera di Giuseppe Stampone.

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