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Conte bis, D’Eramo: “Governo di minoranza”

Il giorno della fiducia alla Camera per il Conte bis. Centrodestra in piazza, L'intervista al deputato aquilano della Lega, Luigi D'Eramo.

Nel giorno della fiducia alla Camera per il Conte bis, Lega e FdI scendono in piazza. D’Eramo: “Si tratta di un governo che è minoranza nel Paese”.

È in corso da questa mattina la seduta alla Camera per la fiducia al nuovo Governo, ancora targato Conte, ma questa volta con una maggioranza parlamentare M5S-PD. Una maggioranza che per il deputato aquilano della Lega, Luigi D’Eramo, non corrisponde a una maggioranza nell’elettorato nazionale. E mentre a Montecitorio si susseguono gli interventi calendarizzati, in piazza Lega e Fratelli d’Italia hanno portato eletti, attivisti e simpatizzanti a protestare contro il nuovo Governo. Tra loro, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, con l’assessore Carla Mannetti e i consiglieri comunali, Ferdinando Colantoni, Ersilia Lancia e Giancarlo Della Pelle, l’assessore regionale Guido Liris, il sindaco di Navelli, Paolo Federico, e tanti altri. Una trentina anche gli esponenti leghisti aquilani che hanno preso parte alla manifestazione, tra cui Andrea Costantini, l’assessore comunale Daniele Ferella, il consigliere comunale Luigi Di Luzio e l’amministratore unico dell’Ama, Gianmarco Berardi.

«È evidente che si tratta di un Governo di minoranza – ha sottolineato l’onorevole Luigi D’Eramo al microfono del Capoluogo.it – inteso come consenso rispetto alla volontà degli elettori italiani. Il PD ha perso tutte le elezioni che si potevano perdere nell’ultimo anno e mezzo ed è assurdo che chi è stato sistematicamente bocciato dall’elettorato italiano si ritrovi a governare l’Italia stessa. Rispetto a questo continueremo a portare avanti la nostra battaglia, anche nei confronti dell’Europa, per rendere l’Italia una nazione libera nelle scelte e nella pianificazione anche delle politiche europee, senza subire diktat da Parigi o Berlino».

Per quanto riguarda la nuova squadra di Governo D’Eramo ha aggiunto: «Il giudizio non può che essere politico. Indipendentemente dai nomi, il Governo andrà ad attuare una serie di scelte politiche che gli italiani hanno già bocciato il 4 marzo e nelle successive elezioni. Ancora una volta assistiamo a un ribaltone di palazzo che mortifica la volontà del popolo italiano. Ipotizzo che il nuovo Governo durerà poco, ma soprattutto lo spero, perché occorre ridare la parola al popolo italiano».

Rispetto all’origine della crisi, D’Eramo ha sottolineato: «Per un anno siamo andati bene, in applicazione del contratto di Governo, ma da qualche mese a questa parte sono iniziati a spuntare una serie di no, che fanno riferimento alla flat tax, alla Tav, alla deroga sul codice degli appalti, allo Sblocca cantieri, all’autonomia differenziata, alla questione immigrazione clandestina, con Salvini che la fermava e i ministri del M5S che remavano contro. Inoltre c’è stato il voto assurdo per l’elezione della presidente della Commissione europea, eletta solo per 7 voti, tra cui credo ben 15 del M5S, che quindi si è inginocchiato davanti ai poteri forti e ai poteri economici. Naturalmente se non si può governare, inutile continuare a tenere in piedi una maggioranza che nulla può dare al Paese. Abbiamo dimostrato che non siamo legati alle poltrone e che vogliamo essere sempre coerenti con il mandato assegnatoci dai cittadini».

Per quanto riguarda infine le future alleanze di Governo, con un eventuale ritorno al “centrodestra classico”: «Questo lo stabilirà Salvini, come parlamentari e dirigenti regionali continuiamo ad essere vicini ai cittadini».

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