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A Napoli vogliono la governante abruzzese

Una governante rigorosamente abruzzese per un gentiluomo autosufficiente napoletano.

A Napoli cercano una governante con delle specifiche chiarissime: la vogliono abruzzese.

Non “tedesca, severissima e in uniforme” come quella del professor Sassaroli nel film Amici Miei, ma abruzzese e che magari sappia fare le sagnette.

L’annuncio è comparso nei giorni scorsi su un quotidiano campano; probabilmente anche a Napoli sanno come l’abruzzese forte e gentile sappia dire il meglio di sè nella gestione domestica della casa, del focolare e soprattutto della cucina.

La governante abruzzese dovrà accudire un gentiluomo napoletano autosufficiente e magari fargli dimenticare per un momento gli struffoli e il babà a suon di rustelle e pecorino nostrano.

Magari nel 2019 non porterà più il classico vestito con la gonna ampia e lo “zinalino” e sicuramente non avrà la conca in testa per portare l’acqua, ma sarà sicuramente gentile e “tosta” come solo una donna abruzzese sa essere.

Le governanti abruzzesi sono famose anche nella storia e nella letteratura del secolo scorso; erano presenti anche nei ricordi di Natalia Ginzurg che durante il secondo conflitto bellico si nascose con i bambini e il marito Leone Ginzburg durante la follia dell’antisemitismo proprio in Abruzzo, nell’Aquilano, a Pizzoli, dove l’uomo era stato inviato al confino per motivi politici e appunto razziali.

E mentre il marito aiutava i paesani con la corrispondenza, scrivendo lettere per loro conto, lei si fece aiutare per i bambini, (la figlia Alessandra nacque proprio a Pizzoli), da una governante del posto, ricordata a lungo nel suo “Lessico famigliare”.

Una governante dal marcato dialetto aquilano, che in quei mesi fu preziosa per la scrittrice, che proprio a Pizzoli scrisse “La strada che va in città” lo pseudonimo di Alessandra Tornimparte, (non poteva pubblicare con il suo nome essendo ebrea) e che soprattutto le tenne compagnia facendole sentire meno la nostalgia della famiglia lontana e disgregata dal difficile periodo.

E speriamo davvero che anche questo gentiluomo napoletano trovi la governante abruzzese “dei suoi sogni”, che sappia cucinare, che conosca qualche vecchia canzone abruzzese e che porti un pò di tradizioni locali anche lì, all’ombra del Vesuvio!

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