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Corale L’Aquila, 26 anni di musica, passione e amore per il territorio

Corale L'Aquila: il presidente Mauro Ciotti racconta al Capoluogo.it la storia del gruppo e la novità della fusione tra dialetto e gospel.

La Corale L’Aquila è un coro polifonico a quattro voci miste della città dell’Aquila attualmente diretta dal Maestro Giulio Gianfelice.

A presiedere questa realtà aquilana c’è Mauro Ciotti, appassionato di musica e montagna, maestro alla scuola primaria, un personaggio allegro, solare e positivo che ha sempre messo la musica al primo posto, in tutte le sue sfaccettature.

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La Corale L’Aquila ha tenuto numerosi concerti in Italia e all’estero ed ha riscosso sempre un grande successo .

Il Capoluogo.it ha voluto intervistare proprio il presidente per capire le evoluzioni dell’associazione e gli obiettivi raggiunti in 26 anni di lavoro.

“L’Associazione nasce nell’anno 1993 e porta all’attenzione del pubblico ormai da più di venticinque anni un repertorio molto vasto che spazia fra epoche e stili diversi e che comprende musiche tradizionali, musica sacra, musica rinascimentale, gospel, musica folkloristica nonché un repertorio originale di brani composti da autori che hanno svolto e svolgono la loro attività artistica nel nostro
territorio”, ha spiegato il presidente ai microfoni del Capoluogo.

Tra le più recenti attività artistiche della “Corale L’Aquila” si può citare la partecipazione all’opera “3e32 Naufragio di Terra” di Lucia Ronchetti, ritenuta una fra le più interessanti compositrici italiane di oggi, la partecipazione a “LES RITALS”, Requiem per solisti, voci recitanti, pianoforte, coro e orchestra composto dal musicista Luciano Bellini in memoria delle vittime di Marcinelle, “Il pesce ColaLeggende del Mediterraneo”cantata per soli, recitanti, pianoforte, coro e orchestra da camera sempre di Luciano Bellini.

Come è nata la tua passione per la musica?

“La musica mi ha accompagnato da sempre… I miti degli anni 70-80 come i Rolling Stones, i Pink Floyd, i Jethro Tull, i Genesis, Dylan, hanno riempito le mie giornate. Ho ascoltato moltissimo anche cantautori come, Guccini, De Andrè, Battiato, Bennato, artisti la cui forte carica umana mi ha colpito molto al punto che, come tanti altri ragazzi all’epoca, ne ho strimpellato i brani con la chitarra”.

Dalla musica poi al coro, con un incontro/scontro che ha cambiato le sorti della tua esistenza…

“Circa venti anni fa, mia moglie Cristina che da ragazza aveva cantato in un coro mi trascinò a forza ad ascoltare un concerto di Natale della Corale L’Aquila già diretta allora dal maestro Giulio Gianfelice che, oltre ad essere un musicista ‘con le palle’ è anche
mio cugino. Fu amore a prima vista, se così si può dire. Mi piace tutto…l’atmosfera, l’intreccio delle voci, l’equilibrio. Insomma, tutti i miei pregiudizi sul canto corale che avevo visto sempre e solo come musica popolare dialettale, di colpo svaniscono ed inizia così per me una lunga avventura con il coro che, per anni, è stato un luogo dove coltivare profondi legami di amicizia e di rispetto con svariate persone e che, in alcuni casi, continuano tutt’ora”.

Oltre al Coro c’è altro nella tua vita? E dove cerchi l’ispirazione?

“Fondamentalmente sono un curioso… Ma curioso curioso curioso… Sempre, e comunque. Sono maestro di scuola primaria e nel mio lavoro mi impegno anima e corpo ormai da oltre 35 anni, mai domo, mai stanco,mai demotivato. Chi mi dà questa forza? Soprattutto i miei alunni con la loro spontaneità, con la loro profondità, con la loro sensibilità, con il loro entusiasmo. Più passa il tempo,
più divento consapevole di ciò e più ne traggo giovamento. Oltre al canto ho molti altri interessi che riempiono le mie giornate e non solo!, Sono appassionato di tutto ciò in cui la natura si esprime con la sua forza“.

“Il mare, la montagna sono gli ambienti in cui cerco autenticità, luoghi in cui puoi misurare te stesso, senza se e senza ma, situazioni in cui la gioia, la fatica, la paura, il coraggio, la tenacia, la soddisfazione, la spensieratezza, la bellezza puoi sentirli il modo diretto, senza mediazioni di sorta. Pratico yoga da parecchio tempo e questa è un’altra fonte di energia da cui traggo giovamento e che
contestualizzo per quanto possibile, all’interno dei diversi ambienti che frequento”.

“Oltre a questi aspetti un po’ istrionici ho anche un’interfaccia sociale abbastanza articolata. Frequento associazioni che si occupano di volontariato in diversi settori e nelle quali presto, quando posso, volentieri la mia opera. Anche qui cerco di coniugare i miei ideali con i fini propri del contesto in cui mi vengo a trovare. Quando ci riesco, tutto mi sembra bello e fattibile”.

E cosa ci dici di questa recente fusione tra gospel e dialetto aquilano?

(Va ricordato che recentemente la Corale si è esibita a L’Aquila con lo spettacolo Contaminazioni culturali – Gospel&Poesia dialettale al Teatro romano di Amiternum. Un evento di musica e poesie organizzato dalla Corale L’Aquila in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città dell’Aquila e i Comuni del Cratere e inserito all’interno delle manifestazioni organizzate dal Comune dell’Aquila in occasione del decennale del sisma del 6 aprile 2009 nell’ambito del Programma RestartL’AQUILA, Città della memoria e della conoscenza“).

Una novità per il panorama aquilano in una location non casuale…

“Per la location scelta ci siamo ispirati ad una vecchia idea ricorrente: accendere le luci in un antico luogo che per lungo tempo è stato un risuonare di voci e di musiche, un luogo dove i nostri lontani antenati hanno messo in scena la vita con i suoi drammi, con le sue gioie, con i suoi dolori, un luogo che poi ha conosciuto il silenzio, la distruzione, l’oblio, un luogo sconosciuto perfino a molti aquilani: il teatro Romano di Amiternum a San Vittorino”.

“L’idea nasce dall’incontro con Tonino Frattale che, da qualche anno, conosco dal punto di vista artistico per motivi legati a varie manifestazioni di musica e di poesia che ci hanno visto collaborare strettamente. Qualche mese fa Tonino mi porta un plico: la riscrittura del Vangelo in dialetto aquilano e mi dice di ‘farmi venire qualche idea’. Anche se conosco bene le poesie di Tonino, dopo la lettura di alcuni brani, mi ha colpito moltissimo la schiettezza e la forza essenziale del suo Il Vangelo- mettemo che Gesù Cristo fosse nato a L’Aquila”.

Tonino Frattale, nel trattare temi come il dolore, la speranza, il riscatto, la grazia, la redenzione presenti nei diversi brani del Vangelo di Matteo, ha raggiunto secondo me livelli notevoli di forza poetica. L’accostamento alla musica Gospel, nella mia mente è stato immediato: i temi trattati da Tonino nei suoi brani erano gli stessi i sentimenti che pervadevano l’animo degli schiavi negri d’america che attraverso la musica sublimavano le loro sofferenze anelando ad un futuro migliore e affidando le loro sofferenze e le loro speranze di riscatto allo spirito benevolo e alla grazia del Signore”.

“La sintesi quindi è stata, per me, naturale e seppure il dialetto dei brani poetici e la lingua inglese dei pezzi gospel sono lontani anni luce dal punto di vista linguistico, le emozioni che generano hanno la medesima radice motivazionale”.

“A questo punto mancava solo l’occasione per mettere su uno spettacolo di musica e poesia, occasione che si è concretizzata con la partecipazione del nostro gruppo corale alle manifestazioni organizzate dal Comune dell’Aquila in occasione del decennale del sisma del 6 aprile 2009”.

Purtroppo, in seguito abbiamo appurato che questi finanziamenti arriveranno solo dopo che saranno concluse tutte le attività del complessivo progetto “Restart” e che quindi la nostra associazione avrebbe dovuto anticipare tutte le spese. Stimiamo che passerà almeno un anno prima di avere il rimborso dell’80% delle somme anticipate da noi, un’ associazione senza scopo di lucro che nonostante questa difficoltà non da poco (il costo dell’intero progetto è di circa 7300 € preventivati) ha deciso comunque realizzare il progetto medesimo”.

“Il maestro Giulio Gianfelice, attraverso prove del coro intense e frequenti, in circa tre mesi ha messo su una scaletta di quindici brani che oltre al gospel, comprendeva alcuni pezzi che avevano stretta attinenza con la musica nera o che ne ricalcavano in qualche modo le sonorità”.

“Per le voci soliste ci siamo affidati al soprano Katia Di Michele maestra di canto appartenente alla Corale L’Aquila e a Salvatore Valeri, musicista e cantante che spesso collabora con noi della Corale L’Aquila. Il maestro Giulio oltre a dirigere il coro ed ad accompagnarlo con il pianoforte,ha messo su un ensamble musicale di tutto rispetto: Antonio Marinelli, sax, Giulio Filippetti, tromba, Massimo De Nardis, corno, Giosafatte Santini, chitarra, Gianni Rutulante, batteria, Giuseppe Marulli, basso”.

“L’introduzione della band in questo contesto aveva lo scopo di enfatizzare e di sottolineare sia le melodie ed i ritmi del Gospel sia quelli dei brani poetici. La recitazione dei brani di Tonino Frattale non poteva essere affidata se non a Tiziana Gioia, nota attrice aquilana che collabora occasionalmente con noi che personalmente stimo moltissimo per le doti artistiche e personali possedute”.

“Per presentare lo spettacolo abbiamo contattato Alessandra Prospero che, nel corso di diverse esperienze pregresse in cui si è impegnata con noi, oltre alle indubbie capacità professionali al riguardo, ha dato sempre quel tocco di grazia e di eleganza che hanno reso particolari le diverse manifestazioni che abbiamo realizzato”.

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“Mettere in pratica tutto questo, soprattutto in quel luogo, è stata una vera impresa soprattutto per i numerosi, lunghi ed onerosi adempimenti di carattere burocratico ed organizzativo a cui ci siamo dovuti sottoporre per fare in modo che la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città dell’Aquila e i Comuni del Cratere ci concedesse finalmente il privilegio di poter accedere al
sito archeologico per realizzare lo spettacolo”.

Alla fine la nostra tenacia è stata premiata e, la sera del 20 luglio, l’emozione è stata grande per tutti noi e per tutto il pubblico che è intervenuto numeroso alla manifestazione. Tutto questo lo abbiamo realizzato noi, la CORALE L’AQUILA“, conclude.

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