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Metro di superficie, via le rotaie killer

Gli assessori Mannetti e Fabrizi hanno detto di voler procedere alla totale rimozione delle rotaie della metro di superficie prima della fine del mandato.

Verranno tolte le rotaie della metro di superficie mai realizzata a L’Aquila.

Dopo una serie di incidenti, che hanno coinvolto moticiclisti, ciclisti e automobilisti, il Comune ha iniziato l’iter per la rimozione definitiva.

Una decisione che arriva dopo anni di incidenti e lamentele, nella memoria di tanti aquilani la metro resta “la grande opera incompiuta”.

E negli anni, i malcapitati, vittime di incidenti causati dalle rotaie si sono visti respingere ogni tentativo di richiesta di risarcimento.

Questo perchè, come spiegato su una delle lettere inviate dall’assicurazione a un ciclista che si era rotto il femore cadendo dalla bici, “Le rotaie non possono considerarsi insidia e trabocchetto in quanto sono un manufatto visibile ed evitabile. La caduta è ascrivibile a una pluralità di molteplici fattori causali, disattenzione, autonoma condotta, responsabilità di terzi,  e sarebbe stata evitabile adottando la dovuta attenzione».

A renderlo noto sono gli assessori comunali Vittorio Fabrizi, delega alle Opere pubbliche e Carla Mannetti, Trasporti.

Entrambi hanno affermato di voler portare a compimento la rimozione prima della fine del mandato.

“È volontà di quest’amministrazione risolvere definitivamente il problema – ha dichiarato Fabrizi – naturalmente non ci sono solo le rotaie ma anche i pali, i cavi aerei e le fermate con le panchine. Prima di muoverci, però, vogliamo capire a che punto è la vicenda legale, non ancora conclusa”.

Come riporta Il Centro, il contenzioso tra Cgrt, esecutrice dei lavori, e il Comune è in corso.

Ci sono due ricorsi pendenti, depositati 4 anni fa ma non sono ancora stati discussi: no in Consiglio di Stato e l’altro in Corte d’Appello; i giudici devono ancora stabilire se si tratti di una causa civile o amministrativa.

Nel 2015, dopo la sentenza con cui il Tar dell’Aquila respinse il ricorso della Cgrt contro l’atto con cui il Comune annullò, nel gennaio 2009, la concessione per la realizzazione dell’opera, la ditta aveva fatto appello al Consiglio di Stato, anche perché, nel frattempo, la giunta di Massimo Cialente aveva chiuso tutte le porte a ogni possibile transazione.

Secondo l’Avvocatura, “l’inerzia del Comune non è imputabile a questioni giuridiche, ma escusivamente ai costi elevati legati alla rimozione dei binari”.

Opinione condivisa anche dall’assessore Carla Mannetti, che ha già fissato, per la seconda metà di agosto, un tavolo tecnico. Non è escluso, per Fabrizi, “che il Comune possa decidere di procedere per segmenti, anziché con un intervento unico, iniziando, magari, dai tratti più critici, quelli in cui continuano a verificarsi gli incidenti. Di solito ad avere la peggio sono ciclisti e motociclisti, ma ogni tanto a rimanere coinvolto c’è qualche automobilista”.

Nella foto allegata all’articolo uno dei tanti incidenti causati dalla rotaia.

 

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