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L’Aquila chiama L’Aquila, i tifosi non bastano

Dopo la cessione del club ai tifosi, in casa L'Aquila si continua a lavorare. Urge trovare risorse e investitori.

L’Aquila ai tifosi. L’ultima puntata, in ordine di tempo, di una storia lunga, probabilmente non sarà la conclusiva.

Quello che sembrava un lieto fine era ed è, in realtà, un passaggio divenuto col tempo quasi obbligato, almeno in attesa di nuove risorse.

Con un colpo di scena degno delle migliori storie sportive, la proprietà del club rossoblù è passata da De Paulis al fronte dei tifosi di sempre, Supporters’ Trust e RBE. Un passaggio che ha visto subito sottolineata la temporaneità della situazione.

Ovvero: tifosi sì, ma non bastano. Servono risorse e servono anche celermente: i tempi per la preparazione della nuova stagione, in Promozione, grazie ad un’iscrizione giunta all’ultimo momento, stringono e la rinata L’Aquila 1927, ad oggi, continua a non avere una società definita, nonostante il nuovo organigramma annunciato ieri, con il deposito, nella sede del Comitato Regionale Abruzzo della F.I.G.C., del verbale dell’Assemblea generale dei soci del 24 luglio.

Si tratta di Simonetta De Sanctis Stinziani, Arnaldo Di Loreto, Paolo Fioravanti e Marco Mancini, subentrati in proprio e in rappresentanza del Supporters’ Trust L’AQUILA ME’. Per un nuovo organigramma societario, che risulta così composto: Presidente – Paolo Fioravanti; Vice Presidente – Arnaldo Di Loreto; Segretario – Marco Mancini.

L’Aquila 1927, cercasi risorse

L’esigenza di associati nel progetto che ha portato i tifosi al timone della società, tuttavia, è palese. Del resto è stata evidenziata già nel comunicato d’annuncio dell’acquisizione del club. Dai Supporters Trust fanno sapere di avere già avviato contatti con la cordata di imprenditori che, fino a mercoledì, era in trattativa con De Paulis, per acquisire il club. Gruppo con a capo Eliseo Iannini. Non solo, però. «Ci stiamo guardando intorno – riferiscono dall’associazione Supporters Trust alla redazione del Capoluogo. L’Aquila deve poter disputare una stagione serena e deve avere una società competente, che pensi a gettare le basi per un progetto di prospettiva. Non si può essere ogni anno di punto a capo».

Di punto e a capo, ad esempio, con una situazione debitoria spesso oggetto di poca chiarezza e di tante polemiche. Già giovedì le puntualizzazioni dalla categoria dei tifosi, affidate ad una nota pubblicata sui social. “L’Aquila 1927 chiarisce che a seguito dell’accordo di ieri pomeriggio, la condizione debitoria gravante sul Club riguarda esclusivamente le ultime pendenze nei confronti della squadra e dello staff della stagione sportiva 2018-2019, che saranno oggetto di attenta valutazione con i soggetti interessati, e la somma ancora dovuta al Comune dell’Aquila relativamente all’utilizzo dello Stadio “Gran Sasso d’Italia – Italo Acconcia”, peraltro in parte contestata dai precedenti soci e comunque suscettibile di compensazione nell’ottica dell’auspicabile stipula di una convenzione provvisoria per la diretta gestione dell’impianto durante la prossima annata sportiva. Ogni illazione su ulteriori, più importanti esposizioni debitorie del Sodalizio è dunque da smentire categoricamente”.

Amore sì, quindi, per la maglia e per i propri colori del cuore. Un amore che ha portato a un investimento importante, che non può, però, essere l’unico. Adesso l’appello è alla città, alle sue maestranze, alle sue realtà.

L’Aquila chiama L’Aquila.

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