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L’Aquila, economia in chiaroscuro: meno occupati ma più consumo

Economia territoriale: occupazione in calo in Abruzzo e nella provincia dell'Aquila. Dati in controtendenza con la media nazionale. I dettagli

L’AQUILA – Occupazione e lavoro, Abruzzo in controtendenza negativa e L’Aquila non si sottrae ai risultati statistici.

Mentre in Italia aumenta il numero degli occupati, scende il numero di chi può vantare un impiego nella provincia dell’Aquila, almeno nel settore terziario.

Un quadro in chiaroscuro emerge dai dati della relazione elaborata da Confcommercio: uno studio condotto attraverso il confronto tra i principali indicatori economici nel periodo di tempo 2008-2018.

I numeri preoccupanti arrivano proprio dal fronte occupazionale. “Il calo medio si registra a livello regionale, del 2,35%, rispetto al dato nazionale che segna un aumento pari allo 0,54%.

Per L’Aquila, provincia e non solo città, il numero dei lavoratori è sceso del 2,56%.

Unica provincia a fare eccezione nell’ambito del calo occupazionale rilevato è Teramo, con una percentuale positiva dello 0,81%”.

Negativi, di conseguenza, i dati relativi alla disoccupazione, che, in generale, “a livello regionale si attesta al 63,64%, superiore sia allo standard registrato nel Sud-Italia (53,33%) sia a quello nazionale (58,21%)”.

La lista dei dati negativi arrivati dalla relazione Confcommercio continua con il saldo nati-mortalità delle imprese, relativamente al settore terziario della Regione. “Superato, infatti, il risultato record del 2014, con la perdita di 1000 imprese, il dato è cresciuto ulteriormente nel 2018: si è toccata quota meno 1123 attività, con un’incidenza preoccupante nell’ambito del commercio”. 763 delle imprese sparite era, infatti, a carattere commerciale. Nello specifico il settore che ha maggiormente risentito della ‘crisi’ è stato quello del commercio al dettaglio.

Abruzzo, L’Aquila e provincia, ci sono anche buone notizie

A fare da contraltare ai dati appena descritti, ci sono i numeri registrati in fatto di media della popolazione residente e consumi. Calcolando sempre i dati relativi al decennio 2010-2018, Confcommercio stima un generale aumento della popolazione residenziale, pari allo 0,84%. L’Aquila, però, insieme alla provincia di Chieti, vede un decremento demografico, anche se non particolarmente rilevante. Si parla del -0,33%, con il -0,52% di Chieti.

Eppure un “timido segnale positivo” – riferiscono da Confcommercio – è rappresentato dai consumi, almeno a livello regionale. +2,8% per ciascun abitante, rispetto al +1,7% del 2017 e al -2,1% del 2014.

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