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Gabriele Cirilli porta all’Emiciclo lo spettacolo Mi piace

"Viviamo tutti per un mi piace. La nostra vita è un continuo avere e dare un giudizio, sin dalla mattina quando ci alziamo e ci guardiamo allo specchio".

Tanta gente ieri sera a L’Aquila ha affollato l’Emiciclo per lo spettacolo “Mi Piace” di Gabriele Cirilli.

Un’ora e mezza di sano umorismo per lo show man nato a Sulmona che con lo spettacolo  sta registrando sold out nei teatri di tutta Italia e ha fatto tappa a L’Aquila per il cartellone dei Cantieri dell’Immaginario. L’evento è stato organizzato dal Teatro Stabile d’Abruzzo.

“È bello essere qui, nella mia terra – ha spiegato Cirilli ai microfoni del Capoluogo.it – sono passati 10 anni dal terremoto del 6 aprile e vedo che finalmente si sta facendo tanto, Non solo a livello di ricostruzione ma anche con tanti eventi culturali che sono un balsamo per andare avanti”.

E la sera del terremoto Cirilli era proprio in Abruzzo, nella sua Sulmona, con la sua famiglia.

“Non dimenticherò mai quella notte terribile, furono minuti interminabili, ma noi abruzzesi siamo forti e riusciremo ad andare avanti”.

Mi piace” non è solo il nome dato allo spettacolo, per Cirilli, “è un verbo  molto importante, La nostra vita è un continuo avere e dare un giudizio, sin dalla mattina quando ci alziamo e ci guardiamo allo specchio oppure quando scegliamo un vestito, gli amici da frequentare, quando ordiniamo al ristorante o quando scegliamo di andare in vacanza, è diventata la parola chiave della nostra esistenza!”.

Se piaci o ti piace è fatta! Mi piace il teatro che è un circo delle meraviglie dove tutto è relativo ma possibile, mi piaccio io e mi piace quello che sono diventato adesso, a 50 anni”.

Cirilli si piace ed è sicuro di piacere anche ad alcuni membri della sua famiglia sulmonese, come il nonno, che oggi non c’è più e che 30 anni fa lo rincorreva dicendogli di “trovare lu posto fisso e riportà i soldi alla casa” quando invece lui stava inseguendo il sogno del teatro.

Un sogno realizzato, sotto l’ala protettiva di un grande come Gigi Proietti da cui imparò i segreti della recitazione e che oggi lo rendono artista poliedrico che spazia dal cinema al cabaret.

“Ridere è fondamentale per me perché la risata è contagiosa, è una medicina, un rimedio contro tutto il nero che ci opprime. Un sorriso illumina di più della corrente elettrica e costa molto meno. Ho abbracciato questa fede e mi piace quando vedo le persone star bene col sorriso sulle labbra!”, ha concluso.

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