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Castel del Monte, all’arco di San Rocco arrivano delle scalette

Gli abitanti di Castel del Monte contrari alle scalette al posto dell'Arco di San Rocco: "creano solo una barriera architettonica".

Le scalette verranno costruite sotto l’arco di San Rocco nel piccolo borgo di Castel del Monte. Monta la protesta dei residenti.

Si tratta di una decisione presa con delibera di giunta del 4 aprile scorso dal sindaco Luciano Mucciante e dal vice sindaco Ivan Di Pompeo e a oggi, ha riscontrato il parere negativo da parte di un gruppo di cittadini.

In particolare gli abitanti della zona “la Targhetta” hanno scritto un esposto nel quale evidenziano come “il progetto sia lesivo dei loro diritti perchè porterebbe alla creazione di barriere oggi inesistenti“.

Fanno notare infatti che le scalette al posto dell’arco oltre a “stravolgere” un assetto quasi centenario andrebbero a creare una sorta di barriera architettonica, un ostacolo per i gli anziani o i disabili che abitano a Castel del Monte.

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Non solo un barriera, ma un passaggio che verrà reso ancora più difficile durante i mesi invernali, a causa della neve o del ghiaccio.

 

I cittadini nell’esposto chiedono inoltre di destinare le risorse già stanziate per il nuovo progetto alla ristrutturazione e al miglioramento dell’attuale situazione architettonica.

L’esposto è stato inviato anche al dipartimento di prevenzione della Asl 1 che ha scritto al sindaco di Castel del Monte, ai Carabinieri della locale compagnia, alla Corte dei Conti e per conoscenza anche alla Regione Abruzzo, ricordando come a seguito del dpr 503/96 i progetti relativi agli spazi pubblici con prevalente fruizione pedonale debbano prevedere comunque un percorso accessibile in grado di consentire la fruizione ambientale e le relazioni sociali.

La Asl 1 ha quindi invitato a osservare la vigente normativa in materia di arredo urbano.

Gli abitanti della “Targhetta” stanno sottolineando più volte come in quella zona abitino prevalentemente persone anziane, questi ultimi ricordano come, negli anni ’50, da quella zona vennero demolite delle scalinate preesistenti che avevano causato già diversi incidenti ai pedoni.

castel del monte 2

Il 27 giugno scorso è intervenuta anche la Regione Abruzzo; il difensore civico regionale, Fabrizio Di Carlo, ha scritto al sindaco e per conoscenza anche a Ernesta Giuliani e a Gino Fulgenzi (che si stanno muovendo in nome e per conto degli abitanti del borgo) ricordando la vigente normativa già citata dalla Asl e sottolineando come questo nuovo assetto arredo creerebbe dei disagi anche ad eventuali mezzi di soccorso come un’ambulanza.

Castel del Monte è un piccolo borgo che conta normalmente circa 400 abitanti, fa parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia ed è incluso nel Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga.

In passato in paese si produceva molta lana, tanto da dargli nel XVIII secolo un grosso slancio economico.

Un benessere importante proveniente dalle risorse ovine tanto che, ancora oggi, è conosciuto come “la capitale della pastorizia”.

In effetti, Castel del Monte è stato per secoli crocevia delle greggi che dagli stazzi di Campo Imperatore raggiungevano le pianure.

La lana anni fa aveva un valore anche maggiore a quello del formaggio, poi trascurata in favore del latte che doveva fare reddito.

E oggi tornata alla ribalta, grazie al lavoro di Giulio Petronio, uno dei più noti produttori del celebre canestrato, che rende Castel del Monte una meta ambita per le sue pecualiarità architettoniche e gastronomiche.

Per questo motivo quindi e per il benessere dei cittadini, gli abitanti della Targhetta dicono un “no” perentorio al nuovo progetto delle scalette.

 

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