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Call center L’Aquila: timori per bando Poste e sfumata commessa Acea

Call center L'Aquila: timori per il bando Poste italiane e sfumata commessa Acea. Preoccupazione dei sindacati per circa 300 lavoratori.

Call Center Olisistem Start dell’Aquila: timori per il bando Poste Italiane e sfumata commessa Acea.

Al call center Olisistem Start con sede anche a L’Aquila sono impiegati circa 300 unità sulle commesse Poste e Acea.

“Lo scorso 10 giugno il call center Olisistem start non ha partecipato al bando di gara commessa Acea, a causa di problematiche amministrative portate a conoscenza dei sindacati solo due giorni prima della scadenza del bando stesso”, lo scrive in una nota Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil, Ugl Tlc e Rsu di L’Aquila.

“Dunque – chiarisce la nota – oltre 150 lavoratori aquilani impiegati nei call center preposti, sono potenzialmente sottoposti a clausola sociale. A giorni sapremo quale sarà l’azienda a cui verrà assegnata la commessa. I nostri punti fermi sono uguali condizioni economiche e sede di lavoro nel capoluogo”.

“A tutto ciò si aggiunge che a breve andrà in scadenza anche la commessa Poste Italiane, infatti c’ è forte la preoccupazione tra i lavoratori poiché l’azienda, ha comunicato alle OO.SS., che il committente poste non la inviterà a partecipare alla gara con conseguente applicazione di clausola sociale anche per i numerosi lavoratori
impiegati su questa commessa”, continua al nota.

“Come OO.SS. chiediamo a Poste Italiane che il bando dovrà tener assolutamente conto dei lavoratori Aquilani sia in termini economici che di sede di lavoro. Come sindacato chiediamo che il bando non punti all’aggiudicazione secondo l’unico criterio del massimo ribasso ma il bando di gara deve contenere tutti i criteri di legge per garantire la continuità occupazionale dei lavoratori aquilani sia in termini economici che di sede operativa”.

Per i sindacati, “l’applicazione della clausola sociale senza il principio della territorialità, richiamato anche dall’accordo sindacale di maggio 2016, significa “licenziamento nascosto” poiché costringe i lavoratori a trasferirsi in altre città d’Italia e ciò non è possibile”.

“Poste italiane – rimarca la nota – deve dare la massima attenzione ad un territorio che sta ancora cercando di rialzarsi da 10 anni. Poste italiane deve tener conto del principio della territorialità: il lavoro deve restare nel capoluogo abruzzese e con le stesse condizioni economiche”.

“L’applicazione della clausola sociale senza il principio della territorialità costituirà uno scenario assolutamente inaccettabile per i sindacati, ed è per questo che Cgil Cisl Uilcom e Ugl insieme alle Rsu di Olisistem l’Aquila intendono sollecitare tutte le forze politiche e i media e tutta l’opinione pubblica aquilana e regionale al fine di
mobilitarsi per scongiurare la diaspora di tanti lavoratori che porterebbe effetti devastanti in tutta la città.
Il lavoro dell’Aquila deve restare a L’Aquila!”, conclude la nota.

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