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Convitto Cotugno senza numeri, niente autorizzazione dall’USR

Il Convitto Nazionale Cotugno schiacciato dalla legge dei numeri: l'URS non autorizza l'organico di diritto.

L’AQUILA – Confermate le paure dei sindacati: troppi pochi iscritti al Convitto Cotugno: l’USR non autorizza l’organico di diritto.

Niente organico di diritto per il Convitto Nazionale, schiacciato dalla legge dei numeri che evidentemente non perdona nemmeno istituzioni storiche come quella aquilana.

«La FLC CGIL dell’Aquila – scrive infatti la segretaria Miriam Del Biondo – apprende oggi con amarezza che l’USR Abruzzo, analizzata la situazione e verificate possibili soluzioni alternative, visti i numeri delle iscrizioni che sono ben al di sotto del limite previsto non può autorizzare l’organico di diritto del Convitto Nazionale. La conseguenza che temevamo e che avevamo paventato qualche giorno fa è, intanto, che tutti gli educatori in organico del Convitto Nazionale sono stati dichiarati in esubero e, quindi, invitati a produrre domanda di trasferimento. In realtà, poiché in provincia non risultano posti vacanti di educatore, ma, al contrario, esiste già una graduatoria di posti in esubero, presumibilmente dal Convitto andranno ad ingrassare tale elenco e non troveranno adeguata collocazione professionale. Non ci è ancora chiaro cosa accadrà di tutti gli altri profili di personale ATA che operano soltanto nei convitti (infermiere, cuoco, guardarobiere, collaboratore scolastico). Ci è chiaro che si perderanno. Come ci è chiara la perdita di una istituzione culturale e sociale di grande prestigio per la nostra città. D’altra parte di fronte ai numeri non possiamo che tacere».

«Rimane l’amarezza e la difficoltà a capire il silenzio della politica su una questione che, al di là di quelle che sono le competenze di questo o quell’ente locale, rischia di diventare emblematica della morte annunciata di un territorio. Ci è difficile pensare che i numeri del Convitto siano un problema recente, così come ci è difficile pensare che sia impossibile sedersi attorno ad un tavolo e cercare strategie integrate per evitare ulteriori perdite alla città e al territorio. C’è bisogno di una politica che torni a sognarlo questo territorio. La FLC CGIL, che da mesi lancia l’appello sulle difficoltà di coniugare i numeri ed i parametri con la realtà di un territorio (usiamo questa parola in misura quasi ridondante perché ci crediamo) deprivato e spesso abbandonato, soprattutto nelle aree interne, esprime solidarietà alla Dirigente Scolastica Serenella Ottaviano che, da quando ha assunto la dirigenza del Convitto Nazionale Cotugno con licei annessi, ha lavorato per risolvere problemi che spesso non sono di natura scolastica. Vedi la mancata ricostruzione dell’edilizia scolastica. E spesso lo ha fatto in solitudine. La FLC CGIL se deve tacere di fronte ai numeri, non può permettersi di farlo di fronte all’inerzia della politica locale e si rende disponibile ad individuare insieme a tutti gli agenti interessati soluzioni che non si possono più rimandare».

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