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Calcio, Città di L’Aquila: futuro appeso alla trattativa per la cessione

Il nome caldo è quello di Franco Fedeli, come nuovo patron dell'Asd Città di L'Aquila, verso il ritorno al nome storico L'Aquila 1927. Il punto sulla trattativa e sul futuro della società, nell'intervista a Marco De Paulis.

L’AQUILA – Giorni caldi, e non solo per le tamperature, ai piani alti dell’Asd Città di L’Aquila.

Il futuro è un rebus, ma la trattativa con l’imprenditore Franco Fedeli continua.

Per i rossoblù dell’Asd Città di L’Aquila si prospetta un nuovo cambio al vertice, dopo l’interessamento, più che concreto, del patron della Sambenedettese, società di Serie C.

«La trattativa c’è. Fedeli aveva inizialmente proposto di acquisire il 50% delle quote societarie. Per noi, però, una soluzione di tal genere non sarebbe sufficiente ad avere le risorse economiche necessarie a coprire, in toto, le spese della squadra. Ragion per cui abbiamo richiesto a Fedeli di assumere un impegno maggiore e di acquisire totalmente, o per la quasi totalità, la società», spiega al Capoluogo il presidente rossoblù Marco De Paulis.

Un anno dopo la rinascita della società calcistica del capoluogo di regione, allora, dopo l’ennesimo fallimento sportivo dell’ex L’Aquila Calcio, di nuovo punto e a capo. Il presidente Marco De Paulis lancia un messaggio chiaro alla comunità intera, non solo di tifosi. «Fedeli si è mostrato aperto a sostenerci, ora vedremo come si svolgerà la trattativa», continua, «qualora dovesse saltare tutto, non posso negare che probabilmente non ci sarà l’iscrizione in Promozione per la squadra. Se non c’è l’interesse di tutti nel fare calcio, io di certo non potrò avventurarmi in esperienze che non permettano di disputare una stagione serena dal punto di vista economico».

E ancora, De Paulis è lapidario nell’affermare: «Stiamo parlando di impegni economici seri, che prevedono una programmazione: evitiamo gli errori commesi in passato. Se non ci sono le condizioni non si deve per forza fare calcio».

In ballo, d’altro canto, c’è anche la vicenda legata alla società della Sambedettese, di proprietà dello stesso Fedeli, prorietario dell’Elite Spa, nota catena di supermercati. È, forse, ancora presto per capire quanto una eventuale mancata cessione della società sportiva marchigiana, potrebbe influire sulla trattaiva con l’Asd Città di L’Aquila.

Infine, il tempo. Quello che richiede un’accelerazione delle trattative in corso per capire e garantire il futuro di squadra e società. Il 19 luglio prossimo scadrà il termine per l’iscrizione al Campionato di Promozione e sarà bene non farsi trovare impreparati all’appuntamento, primo spartiacque di una stagione che, in tal modo, vedrebbe sancito un preludio non così scontato.

Asd Città di L’Aquila, la squadra e il calcio oltre le vicende societarie

Relativamente presto, anche, per parlare della squadra che sarà. Se sarà. Non si avvierà alcuna trattativa di mercato prima di concludere probabili accordi dirigenziali. Sarà l’eventuale nuovo presidente a decidere le mosse di mercato, la cui finestra si aprirà ufficialmente a partire da luglio. La certezza di partenza, però, sembra essere una: confermare l’ossatura della squadra, guidata da mister Cappellacci, che ha schiacciato un campionato e un’intera categoria. Da tenere in considerazione, inoltre, l’obbligo dei tre Under da schierare nei match del Campionato di Promozione, che condizionerà mercato e scelte del mister. Sembra solo questione di settimane, invece, il nuovo cambio di denominazione: da Asd Città di L’Aquila si dovrebbe passare a L’Aquila 1927, storico nome della squadra della città. Mercoledì è stata depositata in Federazione la richiesta del cambio denominazione. Si aspetta solo l’autorizzazione ufficiale, che dovrebbe arrivare per l’inizio di luglio.

Intanto sulla trattativa in corso non è mancata la presa di posizione dei supporter rossoblù

«Franco Fedeli è un’opportunità che difficilmente potrà ricapitare alla nostra città! Rinnoviamo l’invito a tutte le parti in causa di continuare a lavorare seriamente per permettere l’arrivo a L’Aquila del magnate del gruppo “Élite”.

Al Dott. De Paulis preghiamo di non “calcare troppo la mano”, onde evitare lo sfumarsi della trattativa. Siamo tifosi e non commercialisti, non vogliamo entrare in discorsi economici ma “L’Aquila 1927” è, soprattutto, un bene immateriale di tutta la città e la città vuole, finalmente, un bel finale! Ci ascolti De Paulis, venga incontro alla volontà della piazza, chiuda la trattativa e le assicuriamo che rientrerà nella cerchia delle pochissime figure societarie di cui la tifoseria Aquilana avrà per sempre un buon ricordo».

 

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