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Detenute in sciopero della fame: anarchici occupano la Sala Rivera di Palazzo Fibbioni

Sala Rivera occupata dagli anarchici a L'Aquila. Azione a sostegno delle detenute del carcere Le Costarelle in sciopero della fame.

L’AQUILA – Occupata la Sala Rivera di Palazzo Fibbioni a L’Aquila. Blitz degli anarchici.

Un gruppo di anarchici si è introdotto nell’edificio e ha occupato la stanza, a sostegno dello sciopero della fame, iniziato da più di due settimane, da due detenute delle Costarelle.

L’occupazione è in corso in questo momento. Sul posto il personale della Polizia dell’Aquila, Carabinieri e Polizia municipale. Non si registrano tensioni, al momento, con le forze dell’ordine in presidio, ma in attesa che l’occupazione venga sciolta volontariamente. Ciò probabilmente avverrà nel momento in cui gli occupanti saranno soddisfatti dell’eco mediatica suscitata per accendere i riflettori sulle condizioni carcerarie della struttura aquilana. Altri attivisti hanno invece appeso uno striscione su una gru di piazza Duomo, dove i vigili del fuoco hanno installato un dipositivo gonfiabile di sicurezza, in caso di cadute accidentali.

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Le ragioni della protesta: «Il 29 maggio Silvia e Anna (le due detenute ndr) hanno iniziato uno sciopero della fame nella sezione As2, del carcere di L’Aquila. Silvia e Anna sono in carcere per aver lottato contro un esistente fatto di sfruttamento, esclusione, guerre, controllo ed oppressione. Lottano anche nel carcere!». Questa il messaggio degli anarchici, protagonisti dell’occupazione attualmente in atto a Palazzo Fibbioni.

E poi la vera denuncia dell’occupazione, che campeggia a caratteri cubitali sullo striscione appeso dal balcone di Palazzo Fibbioni. «41 Bis= Tortura. Chiudere L’AS2 del Carcere di L’Aquila».

«Da quando, ad aprile, Silvia e Anna sono state trasferite nel carcere di questa città vivono condizioni durissime. La maggior parte delle persone lì detenute sono sottoposte alle violenze quotidiane del regime di 41bis e, quindi, chi gestisce il carcere ha pensato bene di applicare un trattamento simile anche nei loro confronti. Le due compagne hanno puntato i piedi davanti alle restrizioni arbitrarie che volevano eseguire, “guadagnando” così decine di rapporti, ma riuscendo anche ad allentare il controllo soffocante. Silvia e Anna non sono sole nella lotta: dentro le carceri di Ferrara, Alessandria, Firenze e Lucca altri compagni hanno iniziato lo sciopero della fame a sostegno delle loro rivendicazioni. Fuori ci siamo noi, con la responsabilità di rendere forte e chiara la loro volontà».

Quindi la richiesta: «I compagni che si sono uniti allo sciopero della fame e noi tutti pretendiamo che le due compagne vengano trasferite e che la sezione AS2 nella quale sono detenute, peraltro ricavata da una vecchia fatiscente sezione del regime 41bis, venga chiusa per sempre».

Le detenute in sciopero, accusate e condannate, in primo grado, nell’ambito di attività riconducibili all’anarcoinsurrezionalismo, sono rinchiuse nel carcere dell’Aquila e, dal 29 maggio scorso, sono in sciopero della fame, contro l’isolamento totale previsto nel reparto di massima sicurezza As2.

Intanto la deputata Stefania Pezzopane ha presentato un’interrogazione al ministro Bonafede.

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L’iniziativa di protesta rilancia l’importanza dell’istituzione del garante regionale dei detenuti, prevista per legge, ma per la quale l’Abruzzo è ancora inadempiente.

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