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Il caso della morte del generale Conti resta aperto, si procede per istigazione al suicidio

Proseguono le indagini sulla morte del generale Guido Conti. Il Gip accoglie l'opposizione dei familiari alla richiesta di archiviazione relativa all'ipotesi di reato di istigazione al suicidio.

Il Gip accoglie l’opposizione dei familiari all’archiviazione delle indagini sulla morte del generale Guido Conti.

Si continua ad indagare per istigazione al suicidio per la morte del generale dei carabinieri forestali Guido Conti, avvenuta il 17 novembre 2017. Il generale è stato ritrovato privo di vita, vicino all’auto e a una pistola calibro 9, da due ex colleghi, dopo diverse ore di ricerche. Per quell’episodio, dopo le prime indagini del caso, il sostituto procuratore aveva chiesto l’archiviazione, per quanto riguarda il reato di istigazione al suicidio. Da qui l’opposizione dei familiari, accolta dal Gip Marco Billi, che ha fissato all’11 luglio l’udienza in cui lo stesso giudice indirizzerà le nuove indagini.

Come scrive Il Centro, il giudice ha ritenuto ammissibili gli spunti investigativi presentati dai familiari, rappresentati da 8 punti, dalla presenza di un’auto sospetta nei pressi del luogo del ritrovamento, che comunque era una strada chiusa da tempo, a una serie di telefonate relative ai giorni precedenti, che non sono ancora entrate nelle indagini.

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