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Franco Roberti, dall’Antimafia al Parlamento europeo

Elezioni europee, il Pd punta sull'ex procuratore nazionale antimafia Franco Roberti. A L'Aquila l'incontro di presentazione.

L’AQUILA – Il Pd lancia l’ex procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, per le elezioni europee del 26 maggio.

Sicurezza e lotta alla mafia in ambito transnazionale, questo l’obiettivo di Franco Roberti, ex procuratore nazionale antimafia, candidato con il Pd al Parlamento europeo: “Proseguire il percorso istituzionale già avviato”.

Presentata in conferenza stampa presso la sede del Pd in via Paganica la candidatura come capolista per la circoscrizione meridionale di Franco Roberti, ex procuratore nazionale antimafia, con genitori abruzzesi (di San Buono, Chieti). A fare gli onori di casa, il consigliere regionale (ed ex vicepresidente del Csm) Giovanni Legnini, la deputata Stefania Pezzopane, il segretario e consigliere comunale Stefano Albano e l’ex presidente vicario Giovanni Lolli. Presenti anche l’ex sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e l’ex consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci.

“Per Franco Roberti – ha sottolineato in apertura la deputata Pezzopane – parlano la sua storia, la sua vita, il suo impegno. Con orgoglio presentiamo la sua candidatura in questa che è una città speciale: dopo il sisma e con la ricostruzione sono arrivati molti soldi, con il rischio di interessi morbosi e malati. Nel corso di questo decennio, grazie anche alla solidità della nostra comunità, siamo riusciti a mantenere un qualificato profilo di legalità. Si tratta di un tema importante anche per le elezioni europee e chi meglio di Franco Roberto può portarlo avanti?”.

pd roberti legnini pezzopane

A seguire, Giovanni Legnini, che ha ricordato come il suo percorso al Csm si sia incrociato con quello dell’ex procuratore antimafia e “primo procuratore antiterrorismo”: “Il nostro Paese ha due primati, quello relativo all’insediamento delle organizzazioni criminali e quello della miglior legislazione e organizzazione di contrasto alle stesse organizzazioni, questo per dire che la presenza di una persona come Roberti consentirà di portare quell’esperienza, quella conoscenza e quella capacità di arginare il fenomeno delle mafie, sempre più globale”. Legnini ha anche ricordato l’impegno professionale dell’ex procuratore, insieme alla Procura antimafia dell’Aquila, per arginare i tentativi di infiltrazione della criminalità negli appalti della ricostruzione.

“Torno sempre con piacere a L’Aquila, – ha sottolineato Roberti – sono venuto più volte, quando la situazione lo richiedeva, senza contare l’affetto che mi lega a questo territorio. Abbiamo combattuto la corruzione attivando strumenti nuovi e protocolli di collaborazione tra procure e forze dell’ordine che si sono dimostrati molto efficaci. Qui è stato fatto un ottimo lavoro, grazie allo sforzo di magistrati, forze dell’ordine, prefettura, sistema delle imprese e organizzazione sociale. Ho accettato di buon grado di candidarmi per proseguire sul piano politico tutti quei rapporti istituzionali messi in essere, ciascuno per le proprie competenze, per il contrasto alla criminalità transnazionale, avendo sperimentato, con Giovanni Legnini, Andrea Orlando e Marco Minniti, il corretto rapporto tra le istituzioni. Oggi invece avverto l’isolamento di certi magistrati, attaccati da Salvini o osannati, se agiscono secondo le sue preferenze. Si tratta di un modo sbagliato di concepire i rapporti istituzionali“. E sulle vicende della rimozione degli striscioni di contestazione da parte della polizia, Roberti ha sottolineato: “Quando si colpisce la libertà di manifestare il proprio pensiero, garantita dall’articolo 21 della Costituzione, si rischia l’emergenza democratica. Certe espressioni possono essere eccessive, sgradite, ma non si può mandare la Digos a rimuovere striscioni o a sequestrare i compiti dei ragazzi di una scuola e rimuovere una professoressa”.

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