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Traforo Gran Sasso, azioni coordinate per evitare la chiusura: istituzioni all’opera

Azioni coordinate per evitare la chiusura del Traforo del Gran Sasso. Il Commissario gestirà anche falde acquifere: "tutela della salute dei cittadini e dell'acqua garantita senza che debba chiudere il Traforo"

L’Aquila – Si allontana la prospettiva di chiusura del traforo del Gran Sasso fissata, ad oggi, al 19 maggio dal concessionario Strada dei Parchi.

Ieri sera l’incontro tra Ministero delle Infrastrutture e gli Enti Locali. Un incontro interlocutorio, lo ha definito il sindaco dell’Aquila Biondi, che ha rilevato l’apertura al dialogo del ministro Toninelli.

“Un incontro importante ma interlocutorio, non decisivo per scongiurare l’ipotesi di chiusura del traforo del Gran Sasso, nel corso del quale è emersa la volontà unanime di salvaguardare sia il bacino acquifero sia la libertà di circolazione dei cittadini” dice Biondi. “Continuo a ritenere pretestuosa la posizione del concessionario che, allo stato attuale, dovrebbe chiudere la galleria dalla mezzanotte di domenica. Una scelta inutile, nei modi e nei tempi. Lo ribadirò oggi nel corso della riunione che si terrà in Prefettura all’Aquila”.

Non ci sarà una chiusura se le garanzie stabilite con il Mit saranno confermate” aveva affermato l’ad Fabris lunedì sera: si va dunque verso l’intesa ma mancano ancora dei passaggi che occorre definire con certezza.

“Stiamo lavorando con un tavolo permanente” ha commentato il Ministro Toninelli al termine della riunione di ieri alla quale hanno partecipato tutte le istituzioni, gli enti pubblici, ministeri.

“L’obiettivo è quello di evitare una chiusura che recherebbe danni enormi. Contemporaneamente nello Sblocca Cantieri stiamo lavorando per creare una struttura commissariale che riesca a gestire anche le falde acquifere. Così lo potremmo gestire a lungo termine senza più parlare di rischi di una chiusura”.

La strategia: azioni coordinate per evitare la chiusura del Traforo

L’adozione congiunta e coordinata di una serie di azioni inter-istituzionali per dimostrare che il Traforo non necessita di essere chiuso e che la tutela della salute dei cittadini e della salubrità dell’acquifero del Gran Sasso è comunque garantita, nel breve e nel lungo termine, senza compromettere la circolazione delle persone e delle merci. Sono questi, riferisce il Mit, gli obiettivi su cui c’e stata piena convergenza al tavolo di oggi al Ministero.
Nell’immediato, si legge nella nota del Mit, l’azione di risposta si articolera’ su tre direttrici, in attesa che il Commissario straordinario, previsto da un emendamento governativo allo Sblocca cantieri, possa prendere in mano la situazione, con le dovute risorse e prerogative, per la definitiva messa in sicurezza del sistema idrico: un protocollo rafforzato di monitoraggio ambientale e della risorsa idrica facente capo al Ministero dell’Ambiente, una pianificazione dell’emergenza demandata alla Protezione civile di concerto con la Regione e un piano di limitazione della circolazione sulla tratta autostradale, operato dal concessionario Strada dei Parchi di concerto col concedente, ossia il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

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