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Festa della Mamma, con un pensiero per Serena Durastante

Auguri a tutte le mamme, con un pensiero a Serena Durastante, giovane mamma morta in un incidente stradale la Domenica delle Palme. L'articolo di Nando Giammarini

Si celebra oggi la Festa della Mamma ed Il Capoluogo vi propone questo articolo di Nando Giammarini dedicato ad una giovane mamma, Serena Durastante di Cesaproba, morta in un incidente stradale la Domenica delle Palme: pensiero e dedica alla quale, come redazione, ci uniamo.

Di Nando Giammarini

La Festa della mamma si celebra in moltissimi paesi del mondo con date e modalità diverse, ma con la voglia universale di ringraziarla per tutto quello che, insieme alla vita, ci ha donato incondizionatamente.

Una giornata particolare, per quel che concerne il profilo sentimentale ed umano, quella del 12 maggio. Si festeggia la persona più cara al mondo cui tutti dobbiamo rispetto ed eterna gratitudine.

Una giornata da dedicare alla donna che ci ha donato la vita e si è, da sempre, prodigata per i figli per fare in modo che, sereni e tranquilli, crescessero nell’amore e nell’attenzione. In quel calore familiare ove ognuno di noi ha trovato affetto e sicurezza, traendone i migliori benefici . Tradizione vuole che la mamma sia l’angelo del focolare.

Fin dai tempi antichi, nella civiltà agro pastorale, lei , instancabile, si occupava del lavoro nei campi, nelle risaie ove le famose mondine capavano il riso e si spezzavano la schiena tutto il giorno con l’acqua fino alle ginocchia; nell’allevamento e nella cura degli animali domestici per poi continuare, come oggi, a casa.

Mai mese fu più indovinato per festeggiare questa importantissima ricorrenza, poiché maggio è quello delle rose, dell’amore, della Madonna e mai nessuna persona al mondo, più della mamma, si è adoperata, al limite delle proprie possibilità, per il bene di tutti a fronte di una serie infinita di difficoltà.

Lei è una donna forte e coraggiosa che si disbriga in mezzo a mille problemi quotidiani di diversa natura, non ultimo quello della maternità, che sebbene riconosciuta quale importantissima funzione sociale verso un evento bellissimo come la nascita di un figlio, comporta ulteriori carichi di lavoro.

Insomma la mamma è un’inesauribile fonte d’amore, una persona straordinaria che rivolge lo sguardo al futuro con ottimismo, saggezza e spirito di sacrificio.
Scorrendo i tanti eventi, sulle vestigia della storia, osserviamo, al variare del tempo, il campo di riflessione e delle necessità della gente legati ai tanti fattori sociali all’inizio del terzo millennio.

Le origini di questa festa risalgono alla preistoria con le celebrazioni legate alla grande madre simbolo della fertilità.

Alcuni secoli prima della nascita di Cristo i Greci dedicavano alle loro genitrici un giorno dell’anno alla Dea Rea, madre di tutti gli Dei.

Più tardi il culto si diffuse in Asia Minore e tra i Romani, che la definirono Cibele. Essa era una matrona romana in trono, fra due leoni veniva celebrata per un’intera settimana nel mese di maggio con le “Floralie” occasioni dedicate al risveglio della natura ed ai fiori, in particolare alle rose che rappresentano la semplicità e la bellezza e sono i regali
più adatti per testimoniare affetto e riconoscenza.

Questa usanza sembra essersi trasferita nel culto della Madonna e celebrata, dalla chiesa cattolica, sempre nel
mese di maggio.

Già nel 1870 negli Stati Uniti, un’attivista pacifista promotrice dell’abolizione della schiavitù, Julia Ward, propose l’istituzione del Mother’s Day, come occasione di riflessione contro la guerra; fu ufficializzata dal presidente
Woodrow Wilson nel 1914 come pubblica espressione di amore e gratitudine per le madri e speranza per la pace.

Nel nostro Paese fu celebrata per la prima volta ad Assisi nel 1957 da don Otello Migliosi, appunto, la seconda domenica di maggio.

Ma veniamo ai giorni nostri, nell’epoca di facebook e di internet: vediamo cosa significa essere mamme oggi.

Una donna attiva alle prese tra le esigenze dei figli piccoli e la gestione del nucleo familiare, deve fare i conti con il
lavoro ed una quotidianità in continua evoluzione, anche sotto il profilo della propria vita frenetica e disorientante. In poche parole donne e mamme silenti ed operose.

Sono persone che a costo di duri sacrifici riescono a giostrarsi, talvolta con veri e propri slalom, per trovare un valido compromesso tra le tante attività del lavoro ed i vari impegni.

Le madri del 2019 non appartengono più agli stereotipi femminili di un tempo. Non rinunciano alle loro aspirazioni e non escludono le identità, che esulano dal loro ruolo casalingo e materno, ma gestiscono con cura le proprie esigenze personali generando innovativi stili di vita.

Sicuramente il risultato dei tempi in rapida trasformazione dovuti anche alla giusta e sacrosanta emancipazione femminile per cui, al di là dell’esigenza di avere un secondo stipendio, esse avvertono il bisogno di coltivare una propria sfera professionale,intellettuale e sociale.

Desidero dedicare questo articolo alla memoria di una giovane mamma – mia conterranea di origine, Serena Durastante di Cesaproba di Montereale. Lei perse la vita in un incidente stradale, sulla S. S. 260 Picente tra Pizzoli e Cagnano Amiterno alle 05.30 di domenica delle Palme , mentre si recava al lavoro.

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