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L’Aquila Grandi Speranze, i giovani attori aquilani ospiti a Domenica In

I giovani attori aquilani della serie tv Rai L'Aquila Grandi Speranze ospiti a Domenica In. Domani la prima puntata del film che racconta il dopo sisma, in prima serata su Rai 1.

«Dieci anni fa l’Italia si fermava, i telegiornali parlavano del terremoto dell’Aquila». Entrano così nello studio di Domenica In i giovani attori aquilani, scelti da Risi per la serie tv L’Aquila Grandi Speranze.

Domani, martedì 16 aprile alle ore 21,25 su Rai 1, andrà in onda il primo appuntamento della serie tv. Gli aquilani, intervistati da Mara Venier, hanno parlato della loro città, che sarà raccontata, nel dopo sisma, dalle immagini della fiction.

Luca Chiappini, Felice Sciascera, Greta Bontempo, Leonardo Castri, Fausto Rosa, Iacopo Ianni, Valentina Cetra, Gaia Barini, Juliana Gianfelice e Adonay Critchell erano i giovani attori dell’Aquila presenti alla trasmissione. Tutti aquilani e quasi tutti 17enni, eleganti ed emozionati. Una clip introduce alcune delle scene che li vedrà protagonisti, in una serie tv che «vuole aiutare a ritorvare la speranza», ha dichiarato Donatella Finocchiaro, una delle interpreti principali del film.

Gli attori entrano in studio dopo uno stralcio del video musicale di “Domani”, il brano che aveva visto riuniti alcuni dei maggiori artisti italiani, cantato per offrire sostegno all’Aquila. «Mi avevano detto che sarebbero entrati bambini, qui vedo già ragazzotti», scherza la padrona di casa, Mara Venier.

giovani attori aquilani domenica in

I giovani attori aquilani raccontano e si raccontano

«Io ero a Santo Stefano di Sessanio – racconta uno dei ragazzi – ricordo un boato, vetri che crollavano, ma soprattutto il crollo della torre». C’è ancora emozione nella voce tremante di chi, dieci anni fa, aveva solo cinque anni, ma parla di «momenti che non si scorderanno mai». E ancora: «Nonostante siano passati dieci anni ho un ricordo fisso di quanto successo quella notte. Io ero a casa, dormivo in cameretta con mia sorella, di soli tre anni. Subito dopo la scossa siamo scappati al piano terra, c’erano già polveri e macerie. Il cancello era bloccato, ma fortunatamente grazie all’aiuto di alcuni parenti siamo riusciti ad allontanarci. In seguito ci siamo trasferiti a Pescara e solo dopo tempo siamo tornati in città», spiega una giovanissima attrice, prima che la voce si spezzi per l’emozione.

«Adesso sono passati dieci anni – precisa uno dei giovanissimi attori – L’Aquila sta rinascendo. Mi piacerebbe che tutti cominciassero a parlare della città in questo senso, lasciando da parte le macerie, i lavori, le polemiche. Guardiamo con speranza a domani. L’Aquila non è più una città devastata, sta rinascendo ogni giorno con la sua forza». Un messaggio lanciato con forza dall’intero gruppo degli attori, alla base della stessa serie tv.

«Abbiamo raccontato quello che succede dopo il terremoto. Come cambia la vita, la quotidianità, l’equilibrio tra le famiglie. Noi raccontiamo la storia di quelli che ce l’hanno fatta. Dopo quella scossa, di 23 secondi, come ricominceranno a vivere? C’è Donatella, ad esempio, che ha perso sua figlia e che, a un anno e mezzo dal terremoto, si trova di fronte alla chiusura delle ricerche. E poi c’è Giorgio che si batte per far ricostruire L’Aquila, nel centro distrutto dal sisma». Presenta la serie tv il regista Marco Risi, annunciando qualche dettaglio di un racconto che parte, esattamente, un anno e mezzo dopo il sisma. Il primo appuntamento, allora, ci sarà domani sera, martedì 16 aprile, con i volti dei giovani aquilani a raccontare di grandi speranze ancora vive.

 

L’Aquila, Grandi Speranze, prime polemiche da parte degli Ultras rossoblù

Da martedì 16 Aprile andrà in onda la serie tv “L’Aquila grandi speranze”, 6 puntate prodotte dal regista Marco Risi.

«Siamo sempre propositivi verso iniziative che tengono accesi i riflettori su L’Aquila e, soprattutto, non possiamo giudicare un lavoro solo da un’anteprima trovata su Facebook. Tuttavia, dopo aver visualizzato questo frame :https://www.facebook.com/580961452061215/posts/1284722298351790/ pubblicato dalla pagina @radio corriere tv, ci terremmo a dire il nostro punto di vista: nella scena linkata l’attore urla al megafono “non siamo degli ultras…” la classica frasetta piena di stereotipi e pregiudizi. Dottor Risi, per carità, comprendiamo il contesto cinematografico e le esigenze di scena ma, visto che il suo scopo è quello di portare sullo schermo il “tutto e tutti” del sisma, la vorremmo aiutare raccontandole anche la nostra di storia… la storia degli Ultras (locali e di tutta Italia)».

«Impossibile inserire in un solo post le centinaia di iniziative partite dal mondo ultras subito dopo il 6 Aprile 2009, quindi le elencheremo solo quelle di “maggiore impatto” sul territorio: –Realizzazione dello Skatepark Mauraune Fraty (struttura sportiva usata quotidianamente da centinaia di ragazzi e totalmente gratuita), – Realizzazione del parco giochi inclusivo “parcobaleno” di Scoppito, – Donazione di un pulmino all’associazione Sclerosi Multipla dell’Aquila, – Realizzazione ad Amatrice di un complesso sportivo all’interno di una delle aree abitative temporanee, – Donazione di 2 macchinari “Dignicap” per i malati oncologici all’ospedale civile dell’Aquila».

«Dottor Risi, noi lottiamo e difendiamo L’Aquila quotidianamente e, siamo certi , che se avesse conosciuto la nostra storia ne sarebbe stato positivamente colpito. In questo “film” i cattivi non siamo noi: I cattivi sono chi rideva sui nostri morti. I cattivi sono le centinaia di “sciacalli” piombati all’Aquila dal 7 Aprile. I cattivi sono i “procacciatori di aggregati”. I cattivi sono chi ha cancellato decenni di storia dell’Aquila calcio e dell’Aquila rugby. I cattivi sono quelli che si riempiono la bocca con  l’importanza del centro storico e poi non riescono a garantire la minima normalità a chi ha deciso di investirvi».

«Dottor Risi, le facciamo i nostri migliori auguri e, non capisca male, la nostra non è una critica… la prenda come una lettera aperta scritta ad un amico lontano».

 

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