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No del Consiglio alla Consulta immigrazione, Banushaj: “Persa occasione di civiltà”

L'amarezza del consigliere aggiunto Edlira Banushaj per la bocciatura della proposta di istituzione della Consulta dell'immigrazione.

L’AQUILA – La delusione del consigliere aggiunto Edlira Banushaj per il voto contrario sull’istituzione della Consulta dell’immigrazione.

Dopo il voto contrario del Consiglio comunale, che ha respinto con 13 voti contrari e 8 a favore la proposta di istituire una Consulta dell’immigrazione, il consigliere aggiunto Edlira Banushaj, esprime tutta la sua delusione: “Votando contro l’istituzione della Consulta per l’immigrazione si èprecluso a questa città di avere un organismo che avrebbe potuto svolgere un ruolo fondamentale nel governare nel modo migliore il processo di integrazione tra cittadini aquilani, italiani ed extracomunitari. Sì, cittadini Aquilani, perché in città vivono oltre 5000 extracomunitari di cui la stragrande maggioranza sono persone, famiglie, donne uomini e bambini che ogni giorno vivono, lavorano, studiano, giocano e si relazionano con gli “Italiani”, sentendosi parte attiva e pienamente aquilani. Lo Statuto del Comune dell’Aquila dice testualmente “il Comune dell’Aquila favorisce, la formazione di una opinione pubblica informata dei diritti e dei doveri dei cittadini e consapevole del proprio ruolo, a tale scopo, promuove e sostiene gli strumenti di partecipazione, e garantisce ai cittadini il diritto di accedere alle informazioni, agli atti ed alle strutture dell’amministrazione. In particolare il Comune cura gli interessi generali della comunità aquilana e ne promuove lo sviluppo politico, sociale, culturale ed economico; assicura la libera, attiva e responsabile partecipazione dei cittadini e delle formazioni sociali alle fondamentali scelte politiche ed amministrative; promuove l’integrazione dei cittadini più deboli e svantaggiati, concorrendo ad assicurare le condizioni per la piena esplicazione della loro personalità nello studio, nel lavoro, nel tempo libero, nella fruizione dell’ambiente e nella mobilità; riconosce nel principio delle pari opportunità un elenco di arricchimento delle possibilità di crescita civile della società, e conseguentemente promuove ogni utile azione volta a prevenire discriminazioni ed a rimuovere gli ostacoli che ne impediscano la realizzazione, anche attraverso l’istituzione di appositi organismi; favorisce l’integrazione nella propria comunità dei cittadini stranieri, sulla base del reciproco rispetto dei diritti e dei doveri”.

“Quindi quale miglior strumento di un organismo che proponeva la sua composizione nel modo seguente: il Consigliere non appartenente alla UE, che la presiede; l’Assessore comunale competente per materia o persona da lui designata; n. 3 Consiglieri Comunali, di cui uno di minoranza, designati dal Consiglio; n. 4 rappresentanti delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori più rappresentative a livello nazionale, designati dalle Organizzazioni stesse a livello locale; n. 1 rappresentante dell’INPS, designato dalla sede locale di l’Aquila; n. 1 rappresentante delle Aziende USL, designato dal Direttore Generale; n. 1 esperto sui problemi degli studenti immigrati; n. 1 rappresentante della Prefettura de L’Aquila: n. 5 rappresentanti designati dalle associazioni di stranieri immigrati; n. 1 rappresentante dei Centro per i Servizi del volontariato de L’Aquila; n. 1 rappresentante di un centro accoglienza profughi; alle sedute della Consulta partecipa, altresì, con diritto di voto, un rappresentante dell’Agenzia regionale per l’impiego. La Consulta Comunale dell’immigrazione avrebbe potuto esprime pareri in ordine: alle iniziative e agli interventi comunali e territoriali in materia di immigrazione, nell’ambito dei piani e dei programmi in materia socio-sanitaria, orientamento e formazione professionale, diritto allo studio, educazione permanente, edilizia residenziale pubblica; a ogni altro argomento sottopostole dai competenti organi del Comune. La Consulta Comunale avrebbe potuto formulare proposte riguardanti: gli studi, le ricerche e le indagini sul fenomeno migratorio; gli incontri e le iniziative concernenti il fenomeno migratorio anche in collaborazione con analoghe consulte di altri Comuni, con il Governo, con gli Organismi dell’Unione Europea, con gli Enti di Ambito sociale determinati dalla Regione Abruzzo ai sensi della legge n. 328/2000 e le province, con le associazioni; la partecipazione a eventi nazionali o internazionali organizzati in materia di immigrazione da istituzioni pubbliche o private, nazionali, europee o internazionali; l’adeguamento di leggi e provvedimenti regionali in materia di immigrazione; le iniziative e i provvedimenti della Regione e degli Enti di Ambito sociale determinati dalla Regione Abruzzo ai sensi della legge n. 328/2000 e le province, volti a garantire i diritti degli stranieri immigrati in campo sociale, culturale, scolastico, sanitario, abitativo, economico e religioso”.

“È evidente – consclude il consigliere aggiunto Banushaj – che la consulta avrebbe significato un grandissimo aiuto per il Comune dell’Aquila, affinché il processo di integrazione avvenisse nel miglior modo possibile. Votare contro questa proposta ha reso questo Comune molto più povero non solo perché si è privato di un organismo che avrebbe governato una materia di grandissima importanza ma perché si è persa un’occasione di dimostrare che sulle questioni importanti bisogna fare fatti e non solo slogan Elettorali. Voglio ringraziare gli 8 consiglieri di minoranza che hanno votato a favore di questa proposta, e sinceramente non capisco i 13 Consiglieri di maggioranza che hanno
votato contro, senza indicarne le motivazioni, ma solo per logiche politiche”.

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