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L’Aquila, raid alla gioielleria: la “staffetta” colpisce ancora

Per il colpo alla gioielleria del centro commerciale L'Aquilone, utilizzato il collaudato metodo della staffetta. Una delle piste investigative porta fuori regione.

Proseguono le indagini sul colpo portato a segno alla gioielleria L’Isola del Tesoro, presso il centro commerciale L’Aquilone. Ancora una volta utilizzato il metodo della “staffetta”, una delle piste investigative porta fuori regione.

Un metodo ormai collaudato, quello della “staffetta”, da parte dei malviventi che così si assicurano un “ritorno alla base” più o meno tranquillo, soprattutto se la base dista molti chilometri dall’obiettivo. La tecnica è semplice, ma efficace: i malviventi arrivano sul territorio con un mezzi “puliti”, rubano sul posto i mezzi da utilizzare per il colpo e poi tornano indietro utilizzando i primi.

Il copione probabilmente si è ripetuto anche per quanto riguarda il colpo di venerdì notte alla gioielleria L’Isola del Tesoro, presso il centro commerciale L’Aquilone. Secondo una delle piste investigative possibili, infatti, i malviventi sarebbero arrivati a L’Aquila con due auto assolutamente regolari, per non destare sospetti. Una volta nell’aquilano, però, il gruppo ha rubato due furgoni SDA, con i quali la gran parte del gruppo si è recata a compiere il furto, mentre i due “piloti” sulle auto “pulite” facevano il giro sull’autostrada, fermandosi in corrispondenza del centro commerciale, dove gli altri componenti della banda nel frattempo avevano messo i furgoni di traverso e abbattuto alberi per ritardare l’arrivo delle forze dell’ordine (a conferma che non avevano nessuna intenzione di uscire a loro volta dal centro commerciale con delle auto).

A quel punto, a colpi di mazza martello, il gruppo di malviventi è entrato nel centro commerciale, diretto alla gioielleria L’Isola del Tesoro, per entrare nella quale hanno “bucato” la serranda con un frullino elettrico a batterie. Sempre a colpi di mazza martello sono state quindi infrante le vetrine e sottratti gioielli per circa 100mila euro di valore, oltre a 350 euro contenuti nella cassa, il tutto infilato in fretta dentro sacconi neri, così come scuri erano i vestiti dei malviventi. L’utilizzo degli abiti scuri è servito per dare meno nell’occhio durante la fuga a piedi: con tutte le entrate/uscite bloccate, infatti, i malviventi sono fuggiti a piedi, verso l’autostrada (come raccontato da alcuni testimoni), dov’erano evidentemente attesi dai due “piloti” a bordo di auto del tutto regolari e sostanzialmente irriconoscibili. Da lì, il ritorno alla “base”, probabilmente fuori regione.

Ad ogni modo, le indagini della Squadra Mobile della Questura dell’Aquila proseguono a 360 gradi, senza tralasciare alcuna pista.

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