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Regionali, ricorsi al Tar: udienza rinviata all’8 maggio

Udienza rinviata al prossimo 8 maggio per i ricorrenti al Tar che contestano l'assegnazione dei seggi dopo il voto del 10 febbraio. Il 9 maggio si sapranno i nomi degli eletti.

Primo round rinviato per i ricorrenti al Tar, rimasti fuori dal Consiglio regionale, dopo le
elezioni del 10 febbraio.

Ieri la prima udienza al Tribunale amministrativo. Una data ravvicinata rispetto ai tempi di scadenza di presentazione dei ricorsi – scadenza prevista, come già spiegato dal Capoluogo, il 25 marzo – che ha portato il Presidente del Tar a decidere per il rinvio alla prossima data dell’8 maggio.

In virtù del poco tempo intercorso, infatti, tra le notifiche dei ricorsi presentati e il giorno del 3 aprile, data della prima udienza, i resistenti hanno contestato la mancanza di tempo necessario a predisporre la propria difesa. La decisione di rinviare l’udienza a mercoledì 8 maggio risponde, quindi, ad una non compromissione del diritto di difesa dei controinteressati.

L’8 di maggio, quindi, ci sarà la discussione totale – molto probabilmente, infatti, i ricorsi saranno tutti affrontati nell’arco dello stesso giorno – ed entro la data del 9 maggio si saprà chi saranno gli eletti definitivi.

I risultati della decisione del Tar potrebbero cambiare l’assegnazione dei seggi, stabilita dalla Corte d’Appello, in base ai risultati del voto del 10 febbraio scorso. Sul tavolo numerose sono le contestazioni, dai candidati per il centrodestra Emilio Iampieri, Lucia Ottavi, per la circoscrizione aquilana, e Gianni Bellisario, circoscrizione di Chieti, ai candidati del centrosinistra, a sostegno di Giovanni Legnini. Ricorso, questo, annunciato dallo stesso candidato presidente alla Regione, Giovanni Legnini, nel corso della conferenza stampa convocata per commentare i risultati elettorali. Da Luciano D’Amico (circoscrizione di Teramo), a Donato Di Matteo (circoscrizione di Pescara), da Pierpaolo Pietrucci (circoscrizione L’Aquila) a Franco Caramanico (circoscrizione di Chieti).

Diversa la motivazione che sostanzia i ricorsi: se i ricorrenti di centrosinistra contestano una violazione del principio costituzionale dell’uguaglianza del voto, i ricorrenti di centrodestra, invece, contestano l’attribuzione dei seggi, legata al mancato rispetto dell’operazione matematica di conteggio, che permette di  ponderare il rapporto tra numero di votanti e voti espressi a favore delle varie liste, tra province aventi diversi numeri di abitanti.

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