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Morte badante a Carsoli, assolto il 53enne romeno

Assoluzione con formula piena, perché il fatto non sussiste, la sentenza è di questa mattina. L'uomo era stato arrestato nel febbraio 2018.

È stato assolto con formula piena, perché il fatto non sussiste, Andrei Feru, imputato per la morte della badante romena Iuliana Catalin Bucataru. La donna era morta in circostanze misteriose nel novembre 2017.

È di questa mattina la sentenza della Corte d’Assise dell’Aquila, Art.530, comma 1, del CPP, con formula di assoluzione piena, perché il fatto non sussiste. È stata, quindi, ordinata la liberazione dell’imputato.

Andrei Feru era stato arrestato nel febbraio del 2018, detenuto nel carcere di Frosinone. Indagato e poi incarcerato con l’accusa di omicidio volontario nei confronti della 37enne badante romena, legata a Feru da un rapporto d’amicizia. La donna era stata trovata esanime all’interno dell’abitazione in cui lavorava, sita a Colli di Monte Bove, frazione del Comune di Carsoli, il 5 novembre 2017, ed era morta in ospedale pochi giorni dopo.

Il processo a carico di Andrei Feru era iniziato nel mese di settembre 2018. Questa mattina la sentenza di assoluzione della Corte d’Assise dell’Aquila. L’uomo, di nazionalità romena, era difeso dall’avvocato Paolo Frani, del Foro di Avezzano. Il legale difensore aveva rinunciato al rito abbreviato ed era comparso direttamente davanti ai Giudici della Corte d’Assise di L’Aquila per la data di inizio della fase dibattimentale, appunto, il 19 settembre scorso.

Decisive, ai fini dell’assoluzione dell’imputato, le risultanze tecnico-scientifiche del consulente esterno che ha affiancato l’avvocato Frani, il dottor Paolo Iezzi, il quale ha ricostruito la vicenda dimostrando che le echimosi diffuse sul corpo e le lesioni al cranio della badante, rilevate dall’esame autoptico effettuato, erano state provocate da una caduta, in contrasto con quanto invece sostenuto dall’accusa.

Le indagini sono state dirette dalla Procura della Repubblica di Avezzano, nella persona del PM Maurizio Maria Cerrato, e condotte dall’attività dei Carabinieri di Carsoli e della Compagnia di Tagliacozzo, con il coordinamento dei Carabinieri della provincia dell’Aquila.

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