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Dimissioni del sindaco Pierluigi Biondi, le reazioni

Dimissioni del sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi, le reazioni

Poco dopo le 18 di oggi le dimissioni del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi.

Non sono tardate le reazioni da parte di consiglieri ed esponenti politici.

Fanno quadrato attorno a Biondi i compagni di partito di Fratelli d’Italia

Ribadiamo fiducia e sostegno al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e condivisione per il lavoro svolto in questi primi due anni di mandato visto il raggiungimento di obiettivi inopinabili registrati in molti ambiti.

Non è un sindaco rinchiuso nei suoi uffici, ma un uomo del popolo che sa farsi rispettare e apprezzare tanto da sovvertire, dopo un primo turno in netto svantaggio, il risultato delle amministrative del 2017, merito di capacità di dialogo, di qualità politica e della reputazione guadagnata sul campo a capo di uno dei comuni più colpiti dal sisma.

Integerrima la sua condotta in tredici anni di sindacatura a Villa Sant’Angelo dove, pur gestendo risorse importanti, non è stato sfiorato da indagini, sospetto o chiacchiere.

Un uomo che ha inteso la politica come servizio alla comunità e non come tornaconto personale, per i propri amici o famigliari.

Fratelli d’Italia si augura che le forze partitiche locali e che il governo nazionale mostrino, nel momento così delicato già tratteggiato, il senso di responsabilità auspicato dal primo cittadino dell’Aquila.

Così il coordinamento cittadino di FdI

Lelio De Santis (Italia dei Valori) ritiene le dimissioni del Sindaco, Pierluigi Biondi “un atto politico comprensibile, ma più per tacitare le divisioni nella maggioranza di centrodestra che per ottenere i 10 milioni per il Bilancio”

“Infatti, il Consiglio comunale scorso è stato disertato dai Consiglieri di maggioranza per ragioni politiche interne che riguardano la ricomposizione della Giunta e non per i fondi mancanti per il Bilancio. D’altra parte, il termine di approvazione del Bilancio, il 31 marzo, non è perentorio e può essere approvato un Bilancio senza i 10 milioni, facendo successivamente, all’arrivo degli stessi, una Variazione di Bilancio. L’ interesse della città non si tutela così, lasciandola senza guida per altri 20 giorni. Se non ci fossero, invece, le condizioni politiche per proseguire, allora le dimissioni che siano irrevocabili”

Articolo 1 definisce invece finte le dimissioni di Biondi:

Fossero vere, le dimissioni di Biondi sarebbero il primo gesto compiuto dal Sindaco nel reale interesse della città, ormai paralizzata dalla sua incapacità politica ed amministrativa. Purtroppo però queste dimissioni vere non sono, e rappresentano solamente l’ennesimo capitolo della vergognosa lotta di potere che la destra combatte sulla pelle dei cittadini aquilani dal giorno delle elezioni comunali. Neanche l’approssimarsi  del decennale della tragedia del 6 aprile riesce a trasmettere al primo cittadino e alla sua maggioranza un minimo di senso di responsabilità e di pudore. È sempre più chiaro che L’Aquila per loro ha rappresentato e rappresenta soltanto un trampolino di lancio da utilizzare per strappare incarichi e conquistare altre postazioni, più  di prestigio e soprattutto meglio retribuite. Un tutti  contro tutti in cui l’ultima cosa che interessa è l’amministrare una città dimenticata dal governo nazionale (come il sindaco ha ammesso in una conferenza stampa retorica come non mai e caratterizzata, oltre che dal solito vittimismo, dalla lunga elencazione del nulla che l’amministrazione ha prodotto in 2 anni) e che è ormai senza guida, con la ricostruzione pubblica al palo, la privata che va frenando in maniera preoccupante, l’economia ferma, e neanche uno straccio di idea su un futuro ancora tutto da costruire. L’Aquila e gli aquilani non meritano più  di assistere a questo squallido spettacolo. Il sindaco dimostri per una volta  coerenza, abbia un sussulto di dignità e si dimetta davvero.

Anche Coalizione Sociale chiede le reali dimissioni di Biondi
“E’ ora che questa città venga amministrata come si deve e il primo cittadino deve impegnarsi a farlo rapidamente, è stato votato per questo obiettivo e non per altro.” “Non ci sono più alibi né giustificazioni: la città va finalmente governata in modo adeguato.” “Gli anni che abbiamo davanti richiedono un grande sforzo ed una maggiore serietà.”
Queste frasi non sono nostre, ma di alcuni esponenti della maggioranza che sosteneva l'(ex) sindaco Biondi. Il disastro di questi quasi due anni è sotto gli occhi di tutti ed è riconosciuto dagli stessi componenti della destra che governa la città. Chiaro che dietro questo dichiarazioni c’è, al solito, il solo obiettivo di rivendicare più posti nella spartizione dei posti di potere. Come è chiaro che, in evidente difficoltà per mancanza progettuale e inadeguatezza a ricoprire il ruolo, Biondi ricorra alle finte dimissioni per far quadrare i conti della sua maggioranza letteralmente assetata di potere e prebende.
Sacrosanta la richiesta dei fondi per il bilancio, ma che l'(ex) sindaco si nasconda dietro il loro mancato trasferimento, da parte del Governo, è evidentemente solo una vergognosa sceneggiata, tanto è vero che per il sottosegretario Crimi, principale responsabile di questa situazione, ha speso persino parole di stima e fiducia.
Del resto che abbia poca voglia di governare la nostra città è stato lampante già con il maldestro tentativo di candidatura a presidente della regione.
Ci servirebbe invece un sindaco che della ricostruzione fisica, sociale ed economica della città ne faccia una ragione di vita e non utilizzi la carica ricoperta solo ed esclusivamente come trampolino delle sue ambizioni personali.
Così facendo si paralizza la ricostruzione e non si risolvono i grandi e piccoli problemi che attanagliano il territorio. E’ quello che sta accadendo dal primo giorno di questa amministrazione di destra.
La situazione è ormai insostenibile, ci permettiamo quindi un consiglio non richiesto al sindaco: inizi a fare sul serio, si dimetta davvero, liberi la città dalla cappa di clientelismo, familismo, incapacità e immobilismo a cui la sua amministrazione l’ha costretta.
Il nostro territorio non merita questo indecente spettacolo di guerra tra bande!

(in aggiornamento)

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