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Ricostruzione Beni Culturali, la situazione a 10 anni dal sisma

Il Gruppo Attivisti del Movimento 5 Stelle L'Aquila "fotografa", a 10 anni dal sisma, lo scenario della ricostruzione relativamente al settore dei beni culturali.

Beni culturali e ricostruzione, qual è la situazione a dieci anni dal sisma?

«La situazione ereditata dall’attuale Governo nazionale racconta di quasi la metà dei beni culturali programmati e finanziati, ben 116 su 248, ancora fermi. Una situazione, quella a cui il Ministro Bonisoli viene chiamato a porre rimedio, insostenibile e inaccettabile se si pensa che i beni danneggiati dal sisma alla data del 28 gennaio 2010 risultavano oltre 1.750, con il censimento del danno al 90%. Dunque, solo un settimo dei beni culturali sono stati finanziati», è quanto riportatao in una nota stampa dal Gruppo Attivisti 5 Stelle L’Aquila.

«I ritardi sono in gran parte dovuti all’incapacità di chi ha governato fino a poco tempo fa di creare un’efficace collaborazione tra i vari enti interessati, quali Comuni, Soprintendenza, Provveditorato alle OO.PP., Curie, come avvenuto del resto con proficui risultati nella gestione di altre fasi post-terremoto».

«Da un lato appare ormai poco convincente il ritornello che abbiamo ascoltato nel passato sulla carenza di personale che, seppur vera e dovuta soprattutto a una troppo facile liquidazione della struttura commissariale, non può rappresentare una scusante nel momento in cui c’è la pretesa di mantenere all’interno delle strutture anche la progettazione delle opere senza ricorrere, come sarebbe opportuno e necessario, a professionalità esterne; dall’altro va verificata e aggiornata tutta la programmazione 2013-2021 con le dovute priorità, sulla base delle quali sollecitare ulteriori finanziamenti» prosegue il Gruppo.

«Il Governo ha già intrapreso il percorso per dare una svolta alla situazione, prevedendo in legge di bilancio l’assegnazione di personale tecnico amministrativo per integrare le forze delle Soprintendenze anche dell’Abruzzo; dei 160 restauratori che lo scorso anno hanno preso servizio, 52 sono stati assegnati alle regioni colpite dal sisma».

«Siamo sicuri che si continuerà nell’opera intrapresa per riportare a nuovo splendore i centinaia di beni culturali, nel passato lasciati colpevolmente abbandonati e al loro destino, tra cui quelli della nostra città quali il Duomo oppure le Chiese capo-quarto di S.Maria Paganica, SS.Marciano e Nicandro e S.Giusta».

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