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L’Alpinista Daniele Nardi è disperso sull’ Himalaya, si allenava spesso sul Gran Sasso d’Italia

Daniele Nardi, l'alpinista disperso sull'Himalaya, aveva aperto e sistemato diverse "vie" sulle pareti rocciose del Gran Sasso d'Italia. L'Abruzzo intero è in apprensione per lui in queste ore di ricerche disperate contro il tempo e contro il freddo

Oggi è scattato il piano B dell’alpinista Txikon che con tre droni sta cercando di sorvolare la zona dello Sperone Mummery alla ricerca di Daniele Nardi e Tom Ballard, i due alpinisti che sono dispersi sull’Himalaya da domenica.

Daniele Nardi, un profondo conoscitore del Gran Sasso

Nardi amava il Gran Sasso, e a raccontarcelo è Paolo De Luca, maestro di Sci e accompagnatore di media montagna, che alla redazione de IlCapoluogo.it spiega:

«Daniele è un profondo conoscitore del Gran Sasso – racconta De Luca – In estate incontro spesso Daniele  al piazzale  dei Prati  di Tivo ( Te), mentre si prepara per raggiungere  la parete da scalare o lungo il sentiero  di avvicinamento  alla “via” che ha deciso  di attaccare»

«Daniele  Nardi ha effettuato  sia l’apertura  di nuove  “vie”  di arrampicata  al difficile  Paretone del Gran  Sasso (clicca qui per approfondire),  sia la ripetizione  di importanti   “vie”  di arrampicata  sempre sulla  parete est del Corno  Grande  del Gran  Sasso d’Italia .   Per le sue spedizioni alpinistiche in Himalaya Daniele Nardi si allenava anche in Abruzzo, sul Gran Sasso d’Italia….con la speranza  che il Gran  Sasso  aiuti ora Daniele  a superare questo suo momento  difficile, perché  il mondo intero è  in ansia per lui

Solo lo scorso 1 novembre 2017, Nardi era salito sul Gran Sasso accompagnando in vetta la moglie. “Preso da mille impegni, conferenze e spedizioni  racconta in un post su Facebook –  non mi ero mai reso conto che non avevo mai portato mia moglie sulla vetta del Gran Sasso. Per noi dell’appennino il Gran Sasso è una seconda casa eppure non avevo mai avuto il tempo di farmi una lenta e semplice camminata su per la normale al Corno Grande. Stamattina ho deciso di guardarmi intorno e dentro e siamo andanti insieme su…

Daniele Nardi

Daniele Nardi, le operazioni di soccorso sono complesse e delicate

Come raccontano Le Iene, che avevano seguito passo passo la scalata di Nardi:

«A causa delle condizioni meteo e del forte rischio valanghe, l’organizzazione dei soccorsi ha preferito non avvalersi degli alpinisti russi della spedizione sul K2, che da subito avevano dato la propria disponibilità a intervenire. Le operazioni di soccorso, iniziate ieri mattina, sono proseguite sul piano organizzativo per tutta la notte in stretto contatto con l’ambasciata e l’esercito pakistano.
Il piano di oggi prevede di prelevare l’alpinista basco Alex Txikon con tre suoi collaboratori, tra cui un medico, dal campo base del K2 per trasportarli al campo base del Nanga e poi in una posizione più vicina alla parete Diamir in direzione del campo 1. Da questo punto, Txikon attiverà tre droni che perlustreranno tutta la zona dello sperone Mummery, fino al plateau sovrastante e lungo tutte le ipotetiche vie percorribili dai due alpinisti che si stanno ancora ricercando. Nel frattempo sono attese le autorizzazioni al volo degli elicotteri poiché lo spazio aereo pakistano è ancora chiuso a causa delle turbolenze militari nelle relazioni tra Pakistan e India».

«È in contatto con l’organizzazione dei soccorsi – proseguono Le Iene – anche Elizabeth Revol, forte alpinista francese che proprio l’anno scorso sul Nanga Parbat è stata soccorsa da una squadra in cui Daniele aveva dato il suo prezioso contributo. Daniele ed Elizabeth sono stati sullo Sperone Mummery insieme, entrambi hanno esperienza e conoscono bene quella montagna in inverno. il contributo di Elizabeth è sicuramente importante e prezioso».

Daniele Nardi, l’ultimo video dal Campo Base

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