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Segreteria PD Sulmona, si dimettono in 6

Segreteria PD Sulmona, si dimettono in 6 dopo la nuova composizione di Giunta. Molto ha pesato l'appoggio del Sindaco Casini al centrodestra e a Marianna Scoccia.

Segreteria PD Sulmona, si dimettono in 6.

 
Il Segretario Sergio Dante, il vice Segretario Carlo PicconeAntonella Fiordi, Teodoro Marini, Eva d’Alberto e Pamela della Sabina si dimettono dalla segreteria del circolo.

«Questa mattina abbiamo appreso dagli organi di stampa la composizione della nuova giunta del Comune di Sulmona e, sempre dagli organi di stampa, veniamo a sapere che solo ed esclusivamente i consiglieri del Partito Democratico entreranno in maggioranza per mantenere in piedi l’amministrazione Casini.» così dichiarano in una nota congiunta Dante, Piccone, Fiordi, Marini, D’Alberto e Della Sabina.

«Per questa ragione, totalmente opposta a quanto stabilito in una riunione del Pd Sulmona la scorsa settimana, abbiamo deciso di dimetterci dalla segreteria del nostro circolo. In questa riunione era stato stabilito e assicurato che il Partito Democratico sarebbe entrato a far parte della maggioranza consiliare solo e soltanto se ci fosse stata la possibilità di dar vita e forma ad una “giunta di salute pubblica” e quindi ad una giunta che sarebbe stata sostenuta da più forze partitiche e civiche.»

«La soluzione di cui leggiamo oggi non corrisponde a quanto era stato stabilito e concertato durante la riunione del direttivo dem dove, tra l’altro, ci si era ripromesso di redigere un cronoprogramma delle azioni amministrative da presentare alla città come impegno e contributo della nostra forza politica ma, invece, vede solo e soltanto i consiglieri del Partito Democratico entrare a far parte della maggioranza.»

Da circa due settimane si è conclusa la campagna elettorale che ha visto Giovanni Legnini e tutto il centrosinistra abruzzese posizionarsi al secondo posto dopo il centrodestra.

«Il Sindaco Annamaria Casini ha sostenuto apertamente il centrodestra e la candidata Marianna Scoccia. Non è una questione di persone, non è una questione di nomi ma una questione etica. Come si può dimenticare dopo solo due settimane questa cosa? E come possono gli organi di partito, provinciale e regionale, rimanere in silenzio di fronte a questo?» proseguono.

«A questo punto non riteniamo sia più il caso di continuare a condividere lo stesso percorso politico all’interno del Pd con quella parte di persone che, probabilmente, condividono e sostengono una decisione e una scelta mai deliberata. Lo facciamo prima di tutto come forma di rispetto verso tutti quegli iscritti del Partito Democratico che, pur non essendo in prima linea, si vedono rappresentati da noi nel partito ma lo facciamo anche come forma di coerenza con quello che è sempre stato il nostro pensiero.»

«Ci dimettiamo dalla segreteria ma il partito democratico sarà sempre il nostro partito, continueremo ad essere presenti e a dire quello che pensiamo fuori e dentro le mura del nostro circolo.»

 

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