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Soprintendenza a L’Aquila, ‘Necessario un osservatorio permanente’

Sovrintendenza a L'Aquila: regna la confusione sull'argomento, alimentata anche da titoli ottimistici di giornale. Il Capoluogo ha fatto il punto della situazione riguardo la Sovrintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per l'Abruzzo con l'avvocato Riccardo Lopardi.

Soprintendenza a L’Aquila, Riccardo Lopardi  “Necessario un osservatorio permanente”

 
Soprintendenza a L’Aquila: regna la confusione sull’argomento, alimentata anche da titoli ottimistici di giornale.

Il Capoluogo ha fatto il punto della situazione riguardo la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per l’Abruzzo con l’avvocato Riccardo Lopardi.
 

I tempi della vicenda, la scadenza della proroga

 

«Il sottosegretario Gianluca Vacca dice: ve ne ricordate ora. È vero che il misfatto è avvenuto nel 2016, solo che ora sta per venire a scadenza la proroga per la sede dell’Aquila e i Comuni del cratere, che è fissata al 31 dicembre di quest’anno; per di più, a fine 2018 è apparso sui social l’intervento di Vittorio Emiliani riguardo l’iniziativa di esperti e studiosi, volta a indurre il nuovo Ministro per i beni culturali, Bonisoli, a “riparare i guasti più rovinosi” della riforma posta in atto, pare autocraticamente, dal precedente ministro Franceschini.» illustra Riccardo Lopardi.

«Comunque, materia del contendere ancora ce n’è, quantomeno per salvaguardare la sede aquilana anzi estendendone le competenze.»
 

Il silenzio della minoranza consiliare

 

«Il Sindaco – prosegue l’avvocato Lopardi – ci dice che l’attuale governo del Comune non c’entra nulla col mal fatto. Verissimo, e lo dicevo chiaramente, autore era il ministro Franceschini, corresponsabile chi eventualmente lo ha assecondato, comunque, non contrastato. È pure vero che allora neppure la minoranza in sede di Consiglio comunale (oggi maggioranza) ha proferito verbo. Le associazioni cittadine più avvertite ebbero a protestare, il che non bastava, atteso che doveva essere la politica a muoversi.»

Il cratere non dura in eterno

«Si legge che il sottosegretario Vacca ha rassicurato sulla permanenza a L’Aquila della sede secondaria o addirittura, per il ritorno dell’intero a L’Aquila come appariva in un titolo di quotidiano. È vero il contrario. Ha detto che la proroga doveva continuare visto che non è giusto eliminare ciò che funziona.»

«È, quindi, una proroga a tempo, sino, nella migliore ipotesi, all’esaurimento delle pratiche di ricostruzione post sisma (perciò la struttura è per L’Aquila e i Comuni del cratere, il cratere non dura in eterno).»

Quel che occorre è un provvedimento di legge o amministrativo che fissi definitivamente a L’Aquila la Soprintendenza o una sua parte. In difetto di che nulla è risolto. In realtà, da sempre è in corso uno scivolamento verso il mare degli uffici aquilani spesso passato sotto silenzio e che meriterebbe un discorso a parte con puntuali esempi, a cui pare che la politica aquilana si sia rassegnata, pur avendo ottimi argomenti giuridici (il capoluogo è L’Aquila e nel capoluogo di regola per legge vanno fissate le sedi regionali dei Ministeri e degli enti sovraordinati) e anche logici per opporsi.
 

Soprintendenza, l’osservatorio permanente

 

A tal fine, l’avvocato Lopardi propone la creazione di un osservatorio permanente, onde segnalare gli abusi, ove sfuggano al potere politico e, ove possibile “proporre azioni legali nel caso in cui un provvedimento amministrativo sia in contrasto con la legge, in violazione del principio della gerarchia tra le fonti del diritto, onde segnalare alla Corte dei Conti possibili comportamenti sanzionabili, quale ad esempio l’apertura di un ufficio senza che vi sia a monte provvedimento ad hoc e quant’altro”.

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