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Martino a Biondi, torni a fare l’impiegato

Duro attacco di Martino a Biondi: "Torni a fare l'impiegato" e sul congelamento delle delega ad Annalisa Di Stefano chiede scuse e riaffidamento incarico.

Ormai è guerra aperta tra Biondi e Martino, che dopo aver annunciato il ritiro dell’appoggio a Marsilio attacca il sindaco, chiedendo le scuse e la riconsegna delle deleghe ad Annalisa Di Stefano.

«È un atto di grave e incomprensibile ostilità nei confronti di Forza Italia in un momento decisivo per il centrodestra impegnato nella ricerca della compattezza sulla scelta del candidato alla presidenza della Regione alle prossime elezioni in programma tra due mesi. Il nostro partito sospende la fiducia nei confronti di Fratelli d’Italia in seno alla coalizione». Sono le dure parole di Antonio Martino, deputato abruzzese di Forza Italia eletto nel collegio dell’Aquila, dopo il congelamento da parte del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi (Fratelli d’Italia), delle deleghe all’assessore forzista al Bilancio al Comune dell’Aquila Annalisa Di Stefano «solo perché ha partecipato alla mia prima conferenza stampa come commissario comunale azzurro di martedì scorso».

In seno agli azzurri aquilani è in atto uno scontro molto forte dopo la rottura con il partito da parte del vice sindaco e vice coordinatore regionale Guido Liris. «Dopo quanto accaduto mi sembra che il partito ha fatto bene a nominare me come commissario, c’è bisogno di una grande riorganizzazione per rilanciare il partito, cosa che stiamo già facendo», annuncia Martino che in riferimento alla decisione del sindaco sottolinea: «se non c’è un atto immediato di scuse e di restituzione delle deleghe al nostro bravo assessore – chiarisce il segretario organizzativo abruzzese -, Fratelli d’Italia è fuori dall’alleanza in Abruzzo, non certo per responsabilità del partito della Meloni ma per il comportamento infantile, squadrista e irresponsabile di un sindaco che dovrebbe rappresentare la classe dirigente di una città come L’Aquila che invece pensa a progettare da tempo la fuga dall’amministrazione comunale per approdare in Regione solo per avere stipendi e indennità più alte. Con il coordinatore abruzzese e senatore Pagano abbiamo contattato i vertici nazionali che hanno denunciato l’increscioso episodio al leader nazionale Giorgia Meloni – spiega ancora il deputato -. Forse oggi una riflessione andrebbe fatta per dare spazio al partito più forte della coalizione che è rappresentato dalla Lega».

Martino va giù molto duro col sindaco: «Con la massima considerazione per gli impiegati che sono l’anima degli enti pubblici, Biondi deve tornare a fare l’impiegato nel comune di Ocre, voglio ricordare che prima di essere candidato a sindaco, era un dirigente di Casapound, con tutto il rispetto per coloro che credono veramente in quella causa e rimangono convintamente nel movimento. Voglio anche ricordare che Biondi ha contestato la mia candidatura perché non sono dell’Aquila ma originario di un comune a 60 chilometri dal capoluogo regionale, mentre sta sostenendo con forza la candidatura alla presidenza della Regione di una persona degna di rispetto umano e politico come Marsilio, ma che è nato e vissuto a Roma, oltre ad essere coordinatore del Lazio, la classica doppia morale per fini politici personali. Se continua così, non sarà l’anatra zoppa a mandarlo a casa, ma la Comunità aquilana».

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