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Mammaròssa tra i big di Identità Golose 2019

Ancora un riconoscimento per il ristorante Osteria Mammaròssa di Franco e Daniela Franciosi, ad Avezzano. Un successo che parla anche un po' aquilano

Ancora un riconoscimento per il ristorante Osteria Mammaròssa di Franco e Daniela Franciosi, ad Avezzano.

Mammaròssa è stato riconfermato nella guida Identità Golose 2019, autorevole guida ai ristoranti d’autore in Italia e nel mondo con i premi alle giovani stelle.

Ennesimo premio per Mammaròssa che in soli sei anni sta dimostrando di avere davvero una marcia in più.

Il successo di Mammaròssa parla anche un po’ aquilano, visto che la famiglia Franciosi è originaria di Fossa, trasferitasi poi ad Avezzano per motivi di lavoro

Questa la recensione su Identità Golose 2019 di Massimo Di Cintio, esperto di comunicazione e giornalista che da quasi trent’anni racconta di ristoranti, di vini e di territori. Di Cintio è fondatore e curatore di MeetInCucina, congresso di cucina regionale.

“A volte la passione fa degli scherzi belli. Fa in modo che ci si possa mettere in gioco (in questo caso più di un gioco, una professione) anche in età avanzata e ottenere presto dei risultati importanti. È accaduto a Franco Franciosi e alla sorella Daniela che, provenienti da altre e altrettanto soddisfacenti professioni, hanno inaugurato nel 2012 questo ristorante dall’architettura moderna, dove il legno chiaro dona calore e si sposa con il bianco delle pareti e con la luce che filtra dalle grandi vetrate. Un’armonia che ritroviamo nelle proposte che Franco e il giovane Francesco D’Alessandro propongono valorizzando le produzioni locali (la piana del Fucino, il grande lago prosciugato dai Torlonia a fine Ottocento è oggi una delle più importanti aree agricole italiane), a km dietro (dalla cucina basta allungare la mani nell’orto sinergico) o dalle tenute familiari come per i grani per la pasta e per il pane. Non è stato facile superare le diffidenze iniziali ma in tanti adesso apprezzano il pensiero, ancor prima che il lavoro esemplare, che c’è dietro la Minestra di frascarelli con calamari spillo e scampi, lenticchie, carote e timo o la Pecora sopravvissana con pane ed erbe, cotta lungamente come vuole la tradizione, ma arricchita di valori che vanno oltre la straordinaria bontà del piatto, ispirandosi al tajine per unire le erbe della montagna abruzzese a quelle del deserto, un’idea nata con i ragazzi nordafricani che aiutano nella coltivazione dell’orto. Misurata e con belle scelte originali la cantina di Daniela”.

Perché fermarsi a Mammaròssa?

Si legge sulla guida Identità Golose
“per il racconto della terra marsicana tra passato, presente e futuro, sintetizzato dalla minestra di frascarelli e la versione “senza muri” della pecora”

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