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A24, porte chiuse al Ministero per i sindaci

Sindaci in presidio sotto al Ministero delle Infrastrutture per chiedere conto del caro pedaggi su A24 e A25: nemmeno stavolta sono stati ricevuti.

Sono tornati a manifestare sotto al Ministero delle Infrastrutture per chiedere conto del caro pedaggi su A24 e A25 e della messa in sicurezza: nemmeno stavolta sono stati ricevuti.

C’è delusione dopo la manifestazione di oggi tra i sindaci, i rappresentanti sindacali, degli autotrasportatori e degli imprenditori che hanno partecipato al presidio: ma non si arrendono.

Era già capitato lo scorso 13 novembre, quando i sindaci non furono ricevuti dal Ministero e, per protesta, appesero le fasce tricolori ad una ringhiera fuori dal Mit.

Oggi una delegazione dei manifestanti non è stata accolta perché il Ministro non era in sede: “vergogna” il grido dei sindaci fuori dalle porte, serrate per loro, del Ministero.

Il nodo del caro pedaggi è tuttora irrisolto: la promessa del Ministro Toninelli di eliminare i rincari dei pedaggi riguarda tutto il 2018. Ma con il nuovo anno già si annunciano nuovi aumenti.

Intanto, sarà affrontata e discussa nell’udienza del prossimo 19 dicembre davanti al Tar del Lazio la richiesta della concessionaria Strada dei Parchi, tesa a chiarire se i viadotti delle autostrade A24 e A25 sono sicuri, come sostiene la società, oppure no, come dichiarato più volte dal ministero per le Infrastrutture e Trasporti che, attraverso il ministro Danilo Toninelli e gli stessi tecnici, dopo la tragedia di Genova, hanno spesso lanciato l’allarme.

Sdp ha chiesto la nomina di un perito o un collegio peritale del Tribunale Amministrativo che accerti lo stato di sicurezza dei viadotti: i giudici amministrativi avevano bocciato l’istanza dell’urgenza, fissando l’udienza nel merito, comunque in un tempo stretto.

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