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San Salvatore, i medici incrociano le braccia

Sit in di protesta all'ospedale San Salvatore dell'Aquila. Lo sciopero di portata nazionale ha coinvolto 135.000 medici. A L'Aquila, provincia già gravata dalla mancanza di personale e dal blocco dei concorsi questo sciopero ha una valenza ancor più significativa.

Sit in di protesta all’ospedale San Salvatore dell’Aquila. Medici in sciopero.

Lo sciopero di portata nazionale che riguarda dottori, personale sanitario, veterinari e dirigenti sanitari ha coinvolto 135.000 medici.

A L’Aquila, provincia già gravata dalla mancanza di personale e dal blocco dei concorsi che invece vengono normalmente espletati nelle altre aziende sanitarie abruzzesi, questo sciopero ha una valenza ancor più significativa.

Uno sciopero intersindacale perché i medici sono appoggiati da tutte le sigle sindacali.

Il Capoluogo ha intervistato due esponenti di rilievo dell’ANAAO Assomed: il dottor Alessandro Grimaldi, segretario regionale, e il dottor Vittorio Di Michele, consigliere nazionale.

sciopero medici

Le problematiche aquilane

«A L’Aquila abbiamo già diverse problematiche come la sicurezza dell’ospedale, la mancanza di investimenti o degli investimenti devoluti in maniera inappropriata – ha esordito il dottor Vittorio Di Michele -. Questo ha provocato una sofferenza piuttosto marcata in questo ambito.»

«La politica di risparmio sulla sanità ha provocato inefficienza, turni massacranti e quindi anche un maggior rischio di errori con, inevitabilmente, anche un maggior numero di contenziosi» replica il dottor Alessandro Grimaldi.

sciopero medici

La carenza di personale

«Molti reparti si sono trovati in difficoltà. Il maggior danno per i cittadini è che si allungano drammaticamente le liste di attesa – ha proseguito Grimaldi –. Il Sistema Sanitario Nazionale ha dunque un’oggettiva difficoltà ad erogare servizi. Oggi 11 milioni di italiani rinunciano alle cure perché non riescono ad accedervi.»

Il blocco dei contratti

Oggi c’è il blocco delle sale operatorie ma sono comunque garantiti gli interventi indifferibili e quelli relativi ai “pazienti fragili”.

sciopero medici

«La grande vittoria di questa protesta corale è che proprio ieri la Giunta Regionale ha approvato il piano di assunzioni relative al 2018 – conclude Grimaldi -. Speriamo che ora venga approvato il piano delle assunzioni per il 2019 e speriamo sia un piano di investimento per giovani e precari.»

 

L’appoggio dei sindacati

«Il presidio di oggi è solo l’inizio di una serie di azioni di protesta e rivendicazione che vedrà la FP CGIL congiuntamente ad
altre sigle sindacali proclamare lo stato di agitazione di tutto il personale della ASL e la richiesta di convocazione della ASL e della
Regione Abruzzo in sede prefettizia, al fine di rivendicare i contenuti di una piattaforma sindacale che vede l’effettivo ripristino della
dotazione organica del personale, carente di circa 700 unità lavorative, con conseguenze negative sulla qualità delle prestazioni
erogate, sulla garanzia dei livelli minimi di assistenza che conseguentemente incidono negativamente sulle liste di attesa e sui diritti
dei lavoratori, i quali si vedono frequentemente negato il diritto alla fruizione delle ferie, dei riposi minimi obbligatori in dispregio
della vigente normativa (L. 161/2014) che, con la attuale dotazione organica viene quotidianamente disattesa.»  fa sapere la FP CGIL con una nota.
«La protesta parte dal mancato rinnovo del CCNL della Dirigenza Medica e Veterinaria fermo ormai da oltre 10 anni.
Solo attraverso il rinnovo del Contratto si può tornare a dare dignità alla professione e si garantisce il diritto alla salute del
cittadino.» conclude la FP CGIL.

 

«Lo sblocco del piano assunzioni 2018 è una vittoria importante per i sindacati, ma è solo l’inizio. Bisogna fare di più per il personale perché la Asl provinciale è in grande difficoltà di organico: oltre le carenze di 700 unità di personale, non solo di
medici ma anche nell’area comparto, abbiamo circa 400 precari in questa azienda che aspettano la stabilizzazione».

Affermano a loro volta il segretario provinciale della Uil Fpl Antonio Ginnetti e il responsabile provinciale Uil Fpl Medici Antonello Fabbri.

«Rinforzare e rinverdire l’organico vuol dire inoltre migliorare la qualità dei servizi in tutto il territorio provinciale – concludono
Ginnetti e Fabbri – Chiediamo infine alla Regione uno sforzo in più per la stabilizzazione dei circa 400 precari e per investire in tecnologie che garantiscono l’eccellenza nei servizi».

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