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San Francesco e L’Aquila, un legame storico

Un breve tuffo nella storia dei francescani a L'Aquila, dal convento di San Giuliano alla Basilica di S.Bernardino.

Oggi andiamo ad approfondire il legame storico tra L’Aquila e San Francesco.

A guidarci in questo breve viaggio nella storia è, come d’abitudine, la penna di Mauro Rosati, Vice Presidente Archeoclub aquilano.

La prima presenza francescana nella nostra città risale a pochi decenni dopo la morte del Santo, con la fondazione (probabilmente intorno al 1256) della chiesa e del convento di San Francesco a Palazzo; tanto era importante la presenza di questa chiesa che l’odierna Piazza del Palazzo è stata per secoli comunemente identificata come Piazza di San Francesco.

Con la divisione dell’Ordine  in più rami, il francescanesimo nella nostra città ebbe un nuovo impulso con l’arrivo, dalla vicina Umbria, dei Minori Osservanti che fondarono (1415) il Convento di San Giuliano fuori le Mura, oggi noto semplicemente come San Giuliano, prima fondazione Osservante negli Abruzzi.

Intanto il Convento in città era sotto la ‘giurisdizione’ dell’altro ramo francescano, ossia i Frati Minori Conventuali.

Il Quattrocento fu un secolo ricco e vivace per l’Osservanza aquilana: il capitolo dell’Osservanza Cismontana in San Giuliano ad Aquila (1452), personaggi come il Beato Vincenzo, primo beato dell’Osservanza aquilana, e poi la presenza in città di ‘colonne’ nazionali e internazionali dell’Osservanza come San Bernardino da Siena (oggi nostro compatroni), San Giovanni da Capestrano, San Giacomo della Marca. Tra il 1454 e il 1472, i Minori Osservanti fondarono il loro secondo convento, dentro le Mura, insieme alla Basilica-Mausoleo di San Bernardino da Siena.

Poi arrivarono i Cappuccini (XVI secolo), nuovo ramo della famiglia francescana, con il convento di San Giuseppe fuori le mura, donato loro dalla Confraternita dei Milanesi (1545), in località «Torre vicino le Forche» (F. MURRI, 1996); convento che dopo l’Unità d’Italia divenne ‘Polveriera’ dell’esercito italiano (1872), da cui il nome di ‘Polveriera’ passato a quella zona e alla via adiacente. Sempre i Frati Cappuccini fondarono il Convento-Ospizio di San Michele Arcangelo dentro le mura (1611); convento che, a fine Ottocento, non più dei Cappuccini  verrà modificato e ampliato diventando il Palazzo dell’Esposizione (1888), noto come l’Emiciclo! I Cappuccini si trasferirono quindi nell’antico monastero di Santa Chiara d’Aquili dove risiedono tutt’oggi. Dal 1865 al 1903 i Frati Cappuccini tennero anche la custodia della chiesa e convento di Santa Maria del Soccorso con il relativo orto che era divenuto primo nucleo dell’attuale Cimitero cittadino.

Intanto i Frati Conventuali ‘di Palazzo’, dopo secoli, nel 1821, lasciarono il convento a seguito delle soppressioni napoleoniche per trasferirsi nell’ex monastero celestiniano di Collemaggio. Dopo l’Unità d’Italia furono espulsi anche da Collemaggio e andarono via dalla nostra città.

Nel 1878 la chiesa di San Francesco a Palazzo, che nel frattempo aveva ospitato la parrocchia di Santa Maria di Intervera (Tempera) dentro le Mura, fu demolita per la realizzazione del primo lotto dei Portici e le pietre della sua facciata fanno oggi mostra di sé in Piazza Regina Margherita, ricomposte nel 1880 come facciata del palazzo che dà sulla piazza e come fondo monunentale della Fontana del Nettuno. Il convento invece era stato convertito ad uso pubblico già dall’epoca napoleonica e corrisponde oggi al grande isolato compreso tra Corso Principe Umberto, Via Teofilo Patini, via Sallustio, Corso Vittorio Emanuele II.

A fine Ottocento quindi, rimanevano  gli Osservanti a San Bernardino e i Minori Riformati (ulteriore ramo), che dal 1593 erano subentrati nel convento di San Giuliano fuori le mura; e, ovviamente, i Cappuccini a Santa Chiara d’Aquili.

I Frati Minori Riformati di San Giuliano, il 12 aprile 1715, acquisirono anche l’Ospizio e Convento di Sant’Anna alla Lauretana che mantennero fino alle soppressioni del 1866; il complesso è tutt’oggi esistente, ed è stato sede dell’Istituto Agrario negli ultimi decenni del Novecento. I Frati Minori Conventuali, invece, tornarono a L’Aquila nel 1959 insediandosi nel nascente quartiere del Torrione, appena fuori le mura nord, dove fu realizzata la loro chiesa di San Pio X con annesso convento.

E giungiamo ai nostri giorni! Oggi a L’Aquila i Frati francescani sono presenti in tutte e tre le famiglie derivate dalla riforma di fine Ottocento:
– i Frati Minori (O.F.M.) nei due conventi di San Giuliano fuori le Mura e di San Bernardino da Siena; dal 2017, inoltre, la Provincia dei Frati Minori d’Abruzzo di “San Bernardino da Siena” si è unita con la Provincia romana dei Frati Minori, e dalla fusione è nata la nuova Provincia dei Frati Minori Romano-Abruzzese di “San Bonaventura da Bagnoregio”;
– i Frati Minori Conventuali (O.F.M. Conv.) nel convento di San Pio X al Torrione, fuori le mura, tutt’oggi responsabili della custodia della chiesa della Concezione; la sede provinciale è a Pescara;
– i Frati Minori Cappuccini (O.F.M. Cap.) nel convento di Santa Chiara d’Aquili, sede della Provincia Abruzzese che abbraccia anche il territorio di Leonessa.
E questo è solo il Primo Ordine; poi ci sono il Secondo Ordine (femminile), e il Terzo Ordine (laico)!
Ma questa è un’altra storia!

Mauro Rosati

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