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Attilio Cecchini, totem dell’Aquilanitas

Presentato nel pomeriggio il saggio di Angelo De Nicola su Attilio Maria Cecchini, "totem" della città, personaggio-simbolo della “resistenza” aquilana post sisma.

Don Attilio Cecchini, totem dell’Aquilanitas: è stato presentato questo pomeriggio all’Emiciclo il saggio di Angelo De Nicola su Attilio Maria Cecchini, personaggio-simbolo della “resistenza” aquilana post sisma.

È proprio De Nicola, al microfono di Roberta Galeotti, a definirlo così:

“Don Attilio Cecchini è un totem morale della città, della regione, del paese. È questo il momento in cui gli aquilani hanno bisogno di questi punti di riferimento: soprattutto i giovani. È stato un onore grandissimo poter mettere il naso nelle sue carte”.

Un mestiere, quello dell’avvocato, che lo stesso Cecchini ammette che non rifarebbe:

“È un mestiere estremamente complesso, difficile, rischioso e, soprattutto, deludente. Alla fine della carriera, la mia sconfitta è con il processo Perruzza. Anche l’avvocato, a volte, combatte contro un muro”.

Il 93enne avvocato è un personaggio-chiave, personaggio-simbolo, ma anche uno snodo dell’Aquilanitas: nel saggio, si ripercorre il “romanzo” della sua vita attraverso documenti (articoli, interviste, scritti, testimonianze) suddivisi, per agevolare la narrazione, in tre parti.

La prima: il giornalista d’assalto in Venezuela dove emigra, senza una lira in tasca nonostante fosse di famiglia borghese, negli anni ‘50 inseguendo un sogno di libertà; citato anche da Garcia Marquez.

La seconda: tornato nel ‘60 in Italia, penalista di fama che non esita a entrare in guerra col “Palazzo” per difendere l’innocenza di un “povero cristiano di nome Michele Perruzza” che assiste gratuitamente, per principio; e, dopo il sisma, difensore da un lato dei costruttori in molti processi tra cui quello simbolo della Casa dello Studente e, dall’altro, di parte civile in quello della Commissione Grandi Rischi.

La terza: l’uomo nuovo che, nel 1994, si candida a sindaco dell’Aquila nel dopo-rivoluzione di “Mani pulite”, ma perde.

ATTILIO MARIA CECCHINI

Attilio Cecchini, notissimo avvocato, ha 93 anni. Da sempre dice quel che pensa anche a rischio della vita, come gli accadde in Venezuela negli anni Cinquanta quando con i suoi scritti su “La Voce d’Italia” e su Paese Sera (sotto pseudonimo) di cui era corrispondente, combatteva e denunciava i soprusi del regime venezuelano pur consapevole che questo potrà farlo diventare bersaglio di critiche e suscitare polemiche. Il Nobel Gabriel Garcia Marquez citò l’attività del giornalista Cecchini (in particolare sull’inchiesta giornalistica sulla scomparsa, a Caracas di sette siciliani) in un capitolo del suo libro “Quando ero un giornalista felice e sconosciuto”.

“Don Attilio” è un personaggio-chiave dell’ultimo trentennio all’Aquila e in Abruzzo. E’ l’avvocato che ha smontato il “teorema Tragnone” nello Scandalo Pop che portò nel 1992 all’arresto dell’intera Giunta Regionale; è l’“uomo nuovo” che nel 1994 si candida a sindaco dell’Aquila (e perde) nel dopo rivoluzione di “Mani pulite” contro il comunista Antonio Centi; è il “padre” professionale del sindaco aquilano per dieci anni, l’avvocato Biagio Tempesta; è l’avvocato che entra in guerra col “Palazzo” per difendere (gratis) un principio: l’innocenza di un “povero cristiano di nome Michele Perruzza” protagonista del caso del “Delitto di Balsorano” morto d’infarto in carcere gridando la sua innocenza.

Nel dopo sisma del 6 aprile del 2009, difende vittime ma anche presunti carnefici e-o “furbetti” rappresentando anche la parte civile nel famoso processo dalla Commissione Grandi Rischi della Protezione Civile. E’ autore di numerosi saggi, tra cui quelli notissimi sull’Aquilanitas e, fra l’altro, di un’indimenticata guida (con Luigi Lopez) della città dell’Aquila.

ANGELO DE NICOLA

Angelo De Nicola (L’Aquila, 1965) è giornalista professionista dal 1991 e dal 1996 caposervizio della redazione dell’Aquila del quotidiano Il Messaggero. Laureato in Sociologia è docente a contratto di Giornalismo investigativo presso l’Università di Chieti. E’ autore dei saggi “Presunto Innocente, cronaca del caso Perruzza” (2003, Edizioni Tracce), “Da Tragnone a Fidel Castro, gli eventi che sconvolsero L’Aquila” (2004, Edizioni Textus) e “La centesima rocca” (1998, edito dalla Bnl dell’Aquila) sulla Scuola sottufficiali della Guardia di Finanza dell’Aquila. Ha pubblicato il diario “Il nostro terremoto” (2009, One Group Edizioni) sul sisma del 6 aprile 2009.

Sulla figura di Papa Celestino V e sulla Perdonanza celestiniana ha pubblicato i romanzi “La maschera di Celestino” (2005, Edizioni Textus) e “La missione di Celestino” (2006, Edizioni La Nuova Editrice) e i saggi “Il Mito di Celestino” (2010, One Group Edizioni) e “Trent’anni di Perdonanza” (2014, One Group Edizioni).

Esperto di comunicazione, è autore di un saggio sul tema “La comunicazione nell’emergenza: il caso 6 aprile 2009” nell’ambito del volume “O.R.eS.Te. Osservare, Comprendere, Progettare, Per Ricostruire, A partire dal terremoto dell’Aquila” dell’Università degli Studi di Teramo (2012, Homeless Book).

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