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Regionali, 400mila € in fumo ogni mese di ritardo

Consiglio regionale sciolto, consiglieri in "vacanza pagata" fino alle prossime elezioni. Ecco quanto costa alla collettività.

Il Consiglio della Regione Abruzzo è stato sciolto, ma costa ancora alla collettività 400mila euro al mese, comprese le indennità di funzione della Giunta che però continua ad operare.

Impazza il dibattito sulla data delle elezioni; centrodestra e M5S vorrebbero votare a novembre, il centrosinistra “tira” fino a dicembre, ma non è escluso che si voti perfino nel 2019. Intanto il Consiglio della Regione Abruzzo è stato sciolto e quindi non è operativo. Però i consiglieri continuano a percepire le indennità. La collettività, quindi, continua a “spendere” per pagare stipendi a rappresentanti che non possono più svolgere il loro mandato. Ma quanto costa mantenere questa macchina inattiva fino alle prossime regionali?

Regione, buttiamo quasi 400mila euro al mese.

È passato un mese (e ne passeranno almeno altri due prima delle prossime elezioni) dallo scioglimento del Consiglio regionale, che continua però a costare alla collettività quasi 400mila euro al mese.

Questo il dettaglio: 6600 euro lordi al mese spettano a tutti i consiglieri, indistintamente; 2700 per indennità di funzione di presidente Giunta e presidente del Consiglio; 2300 per componenti giunta e vicepresidenti; 1800 per Presidenti di Commissioni permanenti, speciali, d’inchiesta, della Giunta per il Regolamento, Capigruppo consiliari, Segretari Ufficio di Presidenza; 800 per Vicepresidenti e Segretari commissioni consiliari permanenti, speciali, d’inchiesta, della Giunta per il Regolamento; rimborso spese per l’esercizio del mandato varia da euro 4.500,00 per i Consiglieri regionali con residenza superiore ai 100 Km dal Capoluogo di Regione ai 4.100,00 euro per coloro che sono residenti nel Capoluogo. In tutto, nei primi 8 mesi del 2018 oltre 3 milioni di euro, circa 400mila euro al mese.

Se si dovesse votare a novembre, quindi, il Consiglio resterebbe inattivo per tre mesi e costerebbe circa 1 milione e 200mila euro. A seguire, 1 milione e 600 se si votasse a novembre e oltre 2 milioni di euro se si dovesse votare nel 2019. Il tutto, sempre per non fare nulla.

In realtà in Regione effettivamente qualcuno lavora ancora: è la Giunta regionale che dovrebbe limitarsi alla gestione e – dallo sciogliamento del Consiglio – ha approvato una trentina di delibere, alcune delle quali hanno provocato le rimostranze dell’opposizione, per esempio quella del 28 agosto su “Proroga incarichi dirigenziali di Servizi della Giunta Regionale”.

Ad ogni modo, se la Giunta continua il proprio lavoro “a mezzo servizio”, il Consiglio è in vacanza pagata. Dai contribuenti. La data delle elezioni, quindi, per l’Abruzzo non è solo una questione politica, ma anche economica.

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