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Murata Gigotti, CTP ostaggio di Romano

I consiglieri chiedono da giugno un incontro con il Presidente Romano. "Romano rischia di perdere anche la sua assise, posta proprio nei locali del Casale di Murata Gigotti".

«Il Presidente del Consiglio Territoriale di Partecipazione n.5 Coppito-Pettino-San Vittorino, prima tiene in ostaggio il Consiglio, poi lo sfrutta a suo piacimento.»

A dichiararlo sono i Consiglieri Gabriella Baliva, Pamela De Meo, Cristina Equizi, Giulia Fischione, William Giordano, Andrea Spacca.

«È dallo scorso 19 giugno che i Consiglieri richiedono al Presidente di convocare una seduta per discutere di numerose tematiche rimaste sospese, richiesta rimasta nel vuoto da tale giorno.»

«Col sopraggiungere della vicenda della cessazione del contratto di affitto del Casale di Murata Gigotti data in gestione alla pro loco di Coppito tramite delibera di giunta comunale, noi Consiglieri Baliva, Equizi, Giordano e Spacca, abbiamo richiesto questa mattina, tramite richiesta ufficiale al Presidente, una riunione urgente del Consiglio per discutere della relativa questione. Ulteriore richiesta caduta nel vuoto.»

«A sorprenderci poi – proseguono i consiglieri -, è stata la lettura del comunicato di Romano nel quale, in qualità di Presidente del CTP, elogiava l’amministrazione per tale delibera.»

«Continuiamo a chiederci come sia possibile che un Presidente possa tenere in ostaggio un luogo aperto a tutti i cittadini. Il Presidente, tra l’altro, forse dimentica che con tale delibera anche il “suo” Consiglio perde la sua assise, posta proprio nei locali del Casale di Murata Gigotti, oltre alla biblioteca, alle numerose associazioni, centri ricreativi, spazi di aggregazioni per la popolazione presenti nei locali del Casale.»

«In merito alle dichiarazioni di Romano teniamo a precisare che è vero che il contratto di affitto rappresenta un onere per le case comunali, ma la presenza del tessuto sociale ed associativo all’interno del Casale ripaga a pieno l’investimento comunale sotto forma di prestazione sociale e bene comune, prestazioni che altrimenti difficilmente il comune riuscirebbe a garantire ai cittadini. »

«Rivolgiamo di nuovo quindi un ennesimo appello, questa volta pubblico, al Presidente Romano, per convocare un consiglio aperto che possa discutere della delibera di giunta, che sta interessando il dibattito pubblico nelle ultime ore, data l’importanza e il valore che Murata Gigotti e le associazioni presenti hanno acquisito nel tempo.»

«Altrimenti – concludono – saremo noi stessi consiglieri a convocare autonomamente un’assemblea pubblica proprio a Murata Gigotti, per discutere del torto che questa amministrazione fa alla città e agli aquilani.»

 

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