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Palazzo crollato, tutti assolti anche in Appello

Due vittime nel crollo del palazzo in via Persichetti, la Corte d'Appello conferma l'assoluzione per committente e ditta che aveva effettuato lavori di restauro negli anni Ottanta.

Due le vittime del crollo di un palazzo in via Persichetti a seguito del sisma del 2009, la Corte d’Appello conferma l’assoluzione di primo grado.

Erano stati rinviati a giudizio quali committenti e rappresentanti della ditta che aveva eseguito dei lavori di restauro nel 1985 Francesco e Maria Lidia Zaccagno, assolti con formula piena anche in Appello. I giudici, come spiega il Centro, hanno riconosciuto che non vi è un nesso di causalità tra i lavori eseguiti e il crollo del palazzo. Nel crollo morirono Erminda Monti Vicentini e Amelio Zaccagno.

Palazzo crollato, confermata l’assoluzione.

Già durante il processo di primo grado, fu lo stesso pm a richiedere l’assoluzione dei due imputati, a seguito delle valutazioni dei periti emerse durante il dibattimento, per cui non era emerso il nesso di causalità tra il crollo e i lavori eseguiti negli anni Ottanta. Così, nel 2015, il giudice unico Guendalina Buccella ha assolto con formula piena i due imputati. Sentenza poi confermata dalla Corte d’Appello, con il collegio giudicante presieduto dal consigliere Maria Gabriella Tascone. Una tragedia, quindi, quella del crollo del palazzo di via Persichetti, senza colpevoli.

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