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Elezioni Regionali, candidatura di spartizione?

In attesa dell'incompatibilità post governo giallo verde, si scaldano i motori nel centro destra per le prossime elezioni. Tanti appetiti si accendono. Candidatura di spartizione o come valore aggiunto?

Il governo giallo verde ha assicurato lo scranno in Senato al Governatore d’Abruzzo, le elezioni regionali si avvicinano e gli ambizioni nel centro destra si accendono.

Lo Statuto della Regione Abruzzo parla chiaro, entro 120 giorni dal riconoscimento dell’incompatibilità da parte della Giunta delle elezioni, si deve tornare alle urne.

Elezioni Regionali, il riconoscimento dell’incompatibilità

Il nodo risiede proprio sull’incompatibilità. Per l’opposizione l’incompatibilità scatta dal momento della proclamazione, mentre per il Governatore – Senatore Pd Luciano D’Alfonso l’incompatibilità scatterà al momento della convalida da parte della Giunta.

L’articolo 122 della nostra carta costitutiva stabilisce anche l’impossibilità per i membri del parlamento di essere allo stesso tempo deputati al parlamento europeo e membri di giunte o consigli regionali.

Luciano D’Alfonso, Governatore d’Abruzzo, è stato dichiarato compatibile dalla giunta delle elezioni della regione Abruzzo, ha dichiarato di voler proseguire con il doppio incarico finché il regolamento glielo consente. Cioè finché la giunta delle elezioni del Senato non lo dichiari incompatibile, costringendolo quindi a scegliere uno dei due incarichi.

Da Roma ci si attende che la Giunta delle elezioni sia operativa dopo l’estate, così i 120 giorni porterebbero l’Abruzzo all’inizio del 2019, troppo lontano dalla data delle Europee del 2019 che cadrebbero tra il 23 ed il 26 maggio.

La Basilicata andrà ad elezioni tra ottobre e novembre, in molti contavano che l’Abruzzo potesse unirsi alla regione lucana dove si era votato il 17 e 18 novembre 2013.

Elezioni Regionali si accendono gli appetiti

Il centro destra in netto vantaggio in Abruzzo, così come in tutta Italia, scalda i motori e molti appetiti si accendono. I nomi che si sentono negli ambienti non sono molti.

«Il centro destra deve decidere cosa vuole – ha dichiarato il Senatore Gaetano Quagliariello al Capoluogo -, una spartizione di ruoli o un valore aggiunto. Per me è importante che il candidato rappresenti un valore aggiunto, senza dare troppa importanza da quale partito arrivi. Anche le elezioni amministrative del 10 giugno scorso ci hanno confermato che il valore dei candidati ha fatto la differenza per vincere o perdere le elezioni. Quindi il centro destra unito non può sbagliare».

Da ambienti romani giunge in Abruzzo notizia di un sondaggio che vedrebbe in pole position il neo eletto alla Camera, non senza polemiche, Antonio Martino, ma in queste cose si sa che la differenza la detti il mandante del sondaggio. In attesa di conferme dalle stanze dei bottoni, tra Letta e Berlusconi, i nomi che si fanno non sono molti.

Dopo Pierluigi Biondi a L’Aquila, se Giandonato Morra (Fratelli d’Italia) dovesse vincere il ballottaggio contro Gianguido D’Alberto (Pd), la Meloni avrebbe due sindaci in Abruzzo che placherebbero qualunque appetito, soprattutto dell’unico nome riconducibile a Fratelli d’Italia Marco Marsilio, segretario amministrativo di Fratelli d’Italia, nato a Tocco da Casauria.

I due chietini Fabrizio Di Stefano e Mauro Febbo, entrambe Forza Italia, sono i due papabili alla candidatura a Governatore, anche se il primo potrebbe contare sul grande vantaggio di aver già incassato il consenso della Lega di Salvini.

«La Lega non è seconda a nessuno – ha detto Luigi D’Eramo al microfono del Capoluogo – e potrebbe esprimere il nome del suo candidato Presidente».  Molti volti noti stanno saltando sul carro verde dei vincitori, ma pochi sono i salviniani della prima ora spendibili per una candidatura tanto ambiziosa.

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