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Tasse sisma, si lavora agli emendamenti

Il Capoluogo ne ha parlato ampiamente ieri con il sindaco dell'Aquila Biondi, ospite del tg delle 13. Si chiede l'innalzamento da 200mila a 500mila euro del cosiddetto de minimis, cioè la somma da defalcare a quanto richiesto nelle cartelle esattoriali recapitate nei mesi scorsi a imprenditori e professionisti.

Tasse post sisma, la corsa contro il tempo dopo la proroga di 6 mesi alla scadenza prevista per il recupero delle imposte e dei contributi sospesi nei territori del Centro Italia colpiti dal sisma.

Il Capoluogo ne ha parlato ampiamente ieri con il sindaco dell’Aquila Biondi, ospite del tg delle 13. Si chiede l’innalzamento da 200mila a 500mila euro del cosiddetto de minimis, cioè la somma da defalcare a quanto richiesto nelle cartelle esattoriali recapitate nei mesi scorsi a imprenditori e professionisti.

Anche il Gruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, su iniziativa del parlamentare abruzzese eletto nel collegio dell’Aquila, Antonio Martino, ha predisposto un emendamento al decreto terremoto presentato dal precedente governo, in merito alla vicenda della milionaria restituzione delle tasse sospese dopo il sisma del 6 aprile 2009 a imprese e partite iva, richieste dalla commissione europea che le considera aiuti di stato.

Le istanze di restituzione che hanno colpito circa 350 tra imprese e professionisti per un totale di circa 100 milioni di euro, hanno fatto mobilitare il territorio, sceso in piazza all’Aquila lo scorso 16 aprile con un corteo di protesta a cui hanno partecipato circa 5mila persone.

Il governo uscente ha posticipato di 120 giorni l’efficacia delle intimazioni di pagamento, la nuova scadenza è prevista in estate. “In questo contesto politico nazionale – spiega Martino – la cosa più efficace da fare a brevissimo è l’approvazione dell’emendamento che porta da 200mila a 500mila euro il de minimis, il che ridurrebbe sensibilmente la platea di quanti dovranno restituire le somme richieste in maniera assurda e ingiusta dalla commissione europea, con i governi che si sono succeduti che non si sono minimamente opposti ad una ingiustizia che potrebbe far fallire l’economia di un territorio già colpito al cuore dal tragico sisma dell’Aquila del 6 aprile 2009 e di quelli del Centro Italia del 2016 e 2017. È importante quindi che tutti insieme si colga questo risultato per poi pressare il nuovo governo alla soluzione definitiva, attivando una interlocuzione diretta con l’Unione Europea”.

Martino interviene nel giorno di una nuova riunione del tavolo attivato dalla Regione Abruzzo e dal Comune dell’Aquila per organizzare la mobilitazione contro le cartelle esattoriali: “Mi è dispiaciuto non poter partecipare per il mancato avviso da parte degli enti che organizzano– spiega Martino -. Spero, anzi faccio un appello in tal senso, che sia migliorata la comunicazione. I fatti dicono che non ho mai fatto mancare la presenza e l’impegno. Per far approvare un emendamento che risolverebbe gran parte dei problemi causati dalla procedura di infrazione Ue sulle agevolazioni fiscali post sisma, dobbiamo essere molto uniti”.

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