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E’ fatta, le Grotte di Stiffe vanno al Comune

Ricostruiamo vent'anni di storia: dalla nascita della Progetto Stiffe, all'investimento dei comuni e dei residenti, alla proroga post sisma, fino a L'Aquilandia. Arriaviamo al 25 giugno 2018, giorno in cui le chiavi dell'area di Stiffe andranno a Cappelli, sindaco di San Demetrio.

Dopo vent’anni le Grotte di Stiffe saranno gestite dal comune di San Demetrio. A fine mese scade il mandato della Progetto Stiffe.

Il 25 giugno le chiavi delle grotte passeranno dalla Progetto Stiffe al Comune di San Demetrio. Si conclude, con una scadenza di mandato, la gestione ventennale della S.p.A., società a capitale misto pubblico e privato, che dal 1996 ha avuto in affidamento l’intera stuttura.
Il Capoluogo a più riprese vi ha raccontato la situazione che palesa un’atmosfera tesa: da un lato il pugno duro del sindaco Cappelli che vuole giocare con la sua amministrazione il ruolo protagonista nel rilancio turistico dell’intero territorio partendo da Stiffe; dall’altro lato la Spa nata nel 1996 che vorrebbe una proroga e che cerca la complicità dei sindacati per accendere i riflettori sui ‘posti di lavoro’.

Stiffe, La convenzione tra Comune e S.p.A.

Importante sottolineare che la convenzione sarebbe già dovuta scadere nel 2016, ma la struttura rimase chiusa dall’aprile 2009 al marzo 2010 causa terremoto, quindi l’accordo venne prorogato fino a giugno 2018.

Ma conosciamo da vicino la Progetto Stiffe S.p.A. e tiriamo le somme su due decenni di gestione.

L’ultimo bilancio depositato da Progetto Stiffe nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2016 e riporta un range di fatturato “tra 300.000 e 600.000 Euro”, durante il 2016 è aumentato del 8,34% rispetto a 2014.

Tra le novità degli anni passati, una su tutte spicca l’investimento fatto dalla S.p.A. con L’Aquilandia, museo su 200 mq di area espositiva che ospita ben 20 riproduzioni in scala di alcuni monumenti più rappresentativi del patrimonio architettonico e naturalistico dell’Abruzzo. Un progetto finanziato dalla Regione Abruzzo solo due anni fa, quando la Progetto Stiffe era a conoscenza della prossimità della scadenza della convenzione.

La promoscuità tra i terreni di proprietà della Progetto Stiffe e le strutture di proprietà del Comune (è il caso della biglietteria, per esempio) o la stessa L’Aquilandia complica il passaggio di consegne.

La ventennale e incontrastata gestione della S.p.A., incluso l’investimento di oltre 500mila euro per L’Aquilandia a distanza di soli due anni dalla scadenza, aveva rinforzato il convincimento del rinnovo a tavolino della convenzione, confermando la distanza della Società per azioni dal tessuto sociale che la circonda.

1996 Un investimento dell’intero tessuto

Andiamo ancora a ritroso, esattamente nel ’96, anno in cui la Progetto Stiffe entra in scena: al momento della nascita della spa ci sono stati degli investimenti importanti e una corsa alle quote da parte dei comuni del comprensorio (da San Demetrio a Villa Sant’Angelo fino a Fagnano) e di soggetti singoli, ovvero diversi residenti che hanno creduto nel progetto. Il tutto ammontò a 700milioni di vecchie lire.

Mai una cedola, cioè un soldo di utile, è stata pagata ai soci della S.p.A. in questi 22 anni.

La questione posti di lavoro e il bando

Un altro nodo spinoso: che fine faranno i cinque dipendenti a tempo indeterminato e gli otto stagionali della Progetto Stiffe? Lunedì 11 giugno ci sarà un’assemblea con i sindacati a riguardo.

Tra gli operatori delle grotte il Gruppo Speleologico Aquilano con presidente Mauro Panzanaro, già nel consiglio d’amministrazione della spa, che ogni anno accompagnano i turisti in grotta con dei contratti di precariato che si aggirano su un rimborso di 4 euro l’ora.

Il gruppo speleologico è stato l’unico a rispondere al bando di affidamento temporaneo pubblicato dal comune di San Demetrio per la gestione dell’area per un periodo limitato di tempo. Gli speleologi si occuperanno per due mesi, più due mesi, di  lavorare durante la stagione estiva, assicurando al Comune il tempo per una ricognizione e per organizzare il bando di gestione.

Il Comune e il sindaco Cappelli vogliono la gestione delle grotte

“Il dato oggettivo è che ci stiamo attivando per la gestione diretta in ogni caso, dobbiamo riacquisire il bene, faremo delle valutazioni tra quello che era il bene venti anni anni fa e ora. La gestione privata è legata ad altre logiche, il comune invece deve occuparsi di salvaguardare il bene dal punto di vista naturalisticio e ambientale e metterlo a disposizione del territorio” – dichiara Cappelli ai microfoni del Capoluogo.

Non ci saranno terzi a gestire una delle attrazioni turistiche più gettonate, ma sarà appunto il comune a giocare il ruolo protagonista puntando sul rilancio turistico dell’interio territorio.
Lo farà con il supporto di società che si occupano di turismo e che fanno servizi. 
Giocherà in attacco per promuovere le grotte e tutto ciò che le circonda.
“Si creerà un unicum tra grotte, lago Sinizzo, Gran Sasso, Altopiano delle Rocche, L’Aquila città” .
“L’amministrazione punta sulle grotte che costituiscono una peculiarità del territorio. Siamo già a lavoro su un ampio progetto che presenteremo nei prossimi giorni. Obiettivo: valorizzare tutte le potenzialità rimaste inespresse e creare una vera rete tra tutti gli operatori turistici del territorio”.

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